Economia
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Fondo Nuove Competenze,
intesa Confimi - sindacati

In data 8 aprile 2021 Apindustria Confimi Cremona, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un accordo territoriale nell’ambito dell’avviso Fondo Nuove Competenze. “Si tratta di un accordo importante – spiega il Presidente di Apindustria Griffini – in quanto pone al centro un tema fondamentale, la formazione dei dipendenti, anche attraverso l’acquisizione di nuove competenze, in un contesto come quello lavorativo soggetto a cambiamenti ed innovazioni organizzative e tecnologiche”.

“Il Fondo Nuove Competenze è un fondo pubblico cofinanziato dal Fondo sociale europeo, nato per contrastare le ricadute economiche negative prodotte dall’emergenza epidemiologica da Covid-19”, spiega la Dr.ssa Daina che aggiunge: “Il Fondo permette alle imprese di adeguare e ampliare le competenze dei lavoratori, destinando parte dell’orario alla formazione. Le ore di stipendio del personale in formazione sono a carico del fondo, grazie ai contributi dello Stato e del Fse – Pon Spao, gestito da Anpal”.

“E’ un’intesa in cui abbiamo creduto sin da subito”, sottolineano i Sindacati Confederali di CGIL-Cremona, CISL-Asse del Po, UIL-Cremona Mantova nelle persone di Massimiliano Bosio, Ivan Zaffanelli e Paolo Soncini. “La crisi che stiamo vivendo – dicono i sindacati – ci ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che non c’è più tempo da perdere; per mantenere le imprese competitive e capaci di uscire anche da quest’ultima crisi, occorre dare maggiore valore al lavoro e accompagnare con la formazione l’imprescindibile cambiamento cui dobbiamo necessariamente andare incontro per uscirne rafforzati”.

“Attraverso il Fondo nuove competenze – proseguono i sindacalisti – anche le lavoratrici e i lavoratori occupati nelle piccole e medie imprese avranno un’opportunità in più per adeguare le proprie competenze ai nuovi fabbisogni che derivano dalle innovazioni introdotte, tutto questo in orario di lavoro e senza decurtazione del salario. La formazione non può essere un catalogo, ma la costruzione di un processo che parte dal fabbisogno formativo individuale intrecciato con il fabbisogno delle imprese. Attraverso questi percorsi le aziende di piccole e medie dimensione possono rappresentare un esempio di come si concilia innovazione, formazione e radicamento sul territorio.”

“Altro punto di forza di questo accordo sarà il coinvolgimento diretto dei lavoratori che, attraverso i sindacati di categoria, potranno portare le loro istanze nella discussione con le aziende”, concludono Cgil, Cisl e Uil.

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