Cronaca
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Caso piscina, Agazzi: 'SM non ha depositato richiesta di concordato preventivo'

Foto d'archivio

Sport Management, società che ha in gestione il centro natatorio comunale, non ha depositato la richiesta di concordato preventivo, la procedura concorsuale cui può ricorrere il debitore che si trovi in uno stato di crisi o di insolvenza per tentare il risanamento.

L’avvio della procedura risale allo scorso 2 ottobre – comunicata qualche giorno dopo all’amministrazione – SM aveva assicurato che si trattava di “una procedura che prevederà la continuità aziendale diretta”.

Ma stando a quanto sostiene il capogruppo della Lega Andrea Agazzi, la deposizione non è mai avvenuta. “Ci sono stati alcuni incontri tra il Comune, SM e l’avvocato Zoppolato (legale incaricato dall’Ente, ndr) formalizzati da una serie di missive tra le parti”, spiega Agazzi.

Nell’ultima lettera, inviata dall’avvocato alla società, si legge che il Comune non è disponibile a nessun’altra forma di contribuzione. “Ciò significa che SM ha chiesto altri aiuti, dopo aver ricevuto una somma di 150.000 euro (contributo a rendere, ndr) dall’Amministrazione comunale lo scorso giugno – aggiunge il capogruppo – Non ci è dato sapere che genere di contributo abbia chiesto la società: se la revisione del canone di locazione o altri aiuti a fondo perduto, un anticipo di cassa o l’allungamento della convenzione. Quel che è certo che si brancola nel buio, senza sapere se e quando verrà riattivato il servizio”.

Nessuna indicazione su quando verrà restituita la cifra e quale sarà il prosieguo della convenzione in essere, lamenta Agazzi: “Ho chiesto, in discussione di bilancio, come mai i 150mila euro ‘prestati’ a SM non siano a disposizione dell’Amministrazione in parte corrente. Ma il sindaco non ha risposto”. La Lega aveva anche proposto una gestione alternativa del centro ‘Bellini’, seguendo il modello di Brescia con la San Filippo Spa che ha in gestione gli immobili dei centri sportivi e affida a terzi la direzione del servizio “con tariffe ben più basse rispetto a Crema”.

La pandemia “certo ha amplificato la situazione, ma SM a differenza di altri impianti del Cremasco, non solo è inadempiente, ma non sta neppure pensando a come aprire agli agonisti. Il prossimo Dpcm – prosegue Agazzi – impedirà l’attivazione del servizio almeno per altri 30 giorni. Ci sarebbe il tempo di chiedere con forza alla società di aprire il centro, ma sappiamo che non accadrà, perché questa Amministrazione è sempre stata prona a SM e continuerà ad esserlo”.

Ambra Bellandi

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