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Scuola, la Consulta:
'Vogliamo essere
ascoltati concretamente'

(foto di repertorio)

Gli studenti per un anno intero si “sono adeguati alle disposizioni di volta in volta vigenti ed hanno accantonato le loro passioni, i loro interessi e gran parte dei loro sogni per il bene comune”. Inizia così, unita alla sottolineatura di essere per “riaprire le scuola”, il documento diffuso dalla Consulta provinciale degli studenti.

Nessuno, tuttavia, “auspica un ritorno a scuola in assenza delle condizioni necessarie”, ma “dopo un anno di tempo utile per adeguare il sistema” non è “garantita la sicurezza: “non è colpa di studenti, professori o dirigenti scolastici”. Perché “dobbiamo esserci noi a rimetterci”, si chiedono gli studenti.

Tra le proposte anche una rivistiazione dei criteri di valutazione: “Forse ad oggi – dicono – è insufficiente una valutazione che si basi esclusivamente sulla media aritmetica”. La Consulta ritiene “ingiusto che dopo un anno di lavoro e sacrifici non vi siano le certezze di cui la comunità scolastica necessita” ed “essenziale trovare nuove forme e nuovi metodi per vivere la scuola nella maniera più serena possibile” perché l’istruzione deve essere l’ultimo settore a doversi sacrificare”.

Oltre ad “augurarsi che si possa tornare in presenza il prima possibile”, gli studenti chiedono anche “che venga fatto nel rispetto della nostra salute”. La Consulta, poi, si dice “pronta a mettersi in gioco per organizzare un rientro sicuro”. “La situazione pandemica – sottolineano – ci ha messo davanti agli occhi anni di cattiva gestione del sistema scolastico: è ora di smetterla di strumentalizzare la scuola per scopi politici, vogliamo essere ascoltati concretamente”.

In questi giorni la Consulta sta “intervenendo attivamente a supporto dei singoli rappresentanti d’istituto e si è adoperata anche per promuovere iniziative di carattere culturale”. “Stiamo lavorando – concludono – a delle soluzioni per una didattica adeguata per tutti e possibilmente in presenza. Se non viene dato valore alla voce dei 33 eletti in Consulta, che rappresenta i 16mila studenti della nostra provincia, si rischia di vanificare tutto il nostro impegno e di disattendere le aspettative che chi frequenta la scuola ripone nel futuro”.

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