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Lo sfogo di Clara Bertuzzi:
'Centri estetici luoghi sicuri
Abbiamo bisogno di lavorare'

Clara Bertuzzi nel suo negozio

“I centri estetici sono luoghi sicuri. Abbiamo bisogno di lavorare”. E’ lo sfogo di Clara Bertuzzi, estista titolare del centro “Clara Beauty” in via Piacenza, a Crema. Nonostante sia riuscita a lavorare molto – senza concedersi neppure il giorno di riposo – lungo l’estate, il fatturato è calato del 30% “e ancora non ho calcolato la perdita che seguirà da questa seconda chiusura”.

Clara è estetista da 9 anni e da due ha aperto il suo negozio: “Vengo qui, ogni tanto, per ricordarmi che questo luogo è vivo, per ricaricarmi mentalmente e non perdermi d’animo. Ma è dura”. I centri estetici, da Dpcm, sono stati chiusi poco dopo la metà di ottobre, al contrario dei parrucchieri, che hanno potuto proseguire il proprio lavoro. “Non c’è gelosia tra operatori del settore, anzi, sono ben felice che gli hairstylist siano aperti. Quello che rende frustrante la situazione è il non aver avuto una spiegazione logica sulla nostra chiusura”.

Come racconta Clara, per aprire un centro estetico deve essere garantito un iter di sterilizzazione e l’utilizzo dei presidi medico-sanitari. Questo da ben prima della pandemia da coronavirus. “Mascherine, igienizzanti, disinfezione degli strumenti sono il pane quotidiano in questo mestiere. Anche il lavoro su appuntamento è d’obbligo. L’unica aggiunta che ho dovuto fare al negozio è la barriera protettiva per la manicure”. Oltre, ovviamente, alla misurazione della temperatura e alla sanificazione dell’ambiente con l’ozono che, però, richiede l’uscita dal locale per una decina di minuti: “A fine giornata, sommando questa attesa, si arriva alla durata di un trattamento, quindi è come aver perso un cliente”.

“Ma va bene lo stesso – aggiunge – capisco, capiamo, la situazione delicata in cui ci troviamo. Quello che non si riesce ad accettare è la mancanza di logica nelle spiegazioni (anche queste sommarie e confuse) per la disposizione alla chiusura”. Alla frustrazione si aggiunge il calo di lavoro: ottobre è stato un deserto. “Forse un po’ per paura, o per proteggere famigliari anziani, ma il mese scorso, prima che ci imponessero di abbasare la serranda, ho avuto pochissime clienti”.

La richiesta sta risalendo ora, in vista delle festività natalizie, per le quali si ha voglia di una manicure o pedicure particolare. “Ho scarsissima richiesta dei trattamenti per il viso, ma lo capisco, anche se oltre alla mascherina quando lavoro su viso e occhi aggiungo la visiera”.

Clara ha richiesto, durante la prima ondata, gli aiuti governativi, “che sono arrivati. Ma so di colleghe che non hanno ricevuto nulla”. Bollette, tasse e scadenze non sono state annullate. C’è stata qualche proroga, ma nulla più. “Stringo i denti e vado avanti. Amo la mia attività. Per Natale ho pensato a sconti e promozioni, perché vorrei offrire anche un po’ di leggerezza alle mie clienti. Ma è ovvio che applicando sconti, si vada in perdita”.

“Vorrei – conclude Clara – che ci si rendesse conto che i centri estetici sono un posto sicuro, molto più di altri”.

Ambra Bellandi

 

La sala di sterilizzazione al centro “Clara Beauty”, utilizzata già prima della pandemia

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