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Dalla Lombardia all'Europa
Il pagellone della squadra
dei politici cremonesi

(foto di repertorio)

La provincia di Cremona può contare su un parlamentare in Europa, cinque in Italia e tre consiglieri in Regione. Poi due parlamentari nazionali, in condominio con altre province. Una squadra che per le dimensioni del nostro territorio è tanta roba, l’Atalanta della politica locale. Una formazione da citare a memoria, come accadeva per la nazionale di calcio dopo l’11 luglio 1982: Zoff, Bergomi, Gentile… Su dieci cittadini quanti ricordano senza esitazioni i nomi di tutti i parlamentari europei e nazionali e consiglieri regionali di casa nostra? Diciamo pochi. Ed è un problema. Per loro, ma anche per la nostra provincia.

Non significa che i giocatori siano scarsi o, come Mariolino Corso – piede sinistro di dio – si mettano all’ombra delle tribune ad aspettare il pallone. Più banalmente è probabile che il feeling con i propri elettori sia scarso e poco empatico. Non è un peccato veniale, ma quasi mortale. Oppure che i nostri campioni non comunichino in modo comprensibile. Non è acqua fresca, ma bollente da scottarsi. O, ancora, che il dialogo tra l’eletto e i cittadini sia striminzito. E allora è un mezzo disastro.

In questa situazione, si sgretola la retorica del politico legato alla propria terra, legame che non si misura solamente con il lavoro svolto a Strasburgo, Roma Milano, ma anche dalla capacità di essere presenti e vicino ai cittadini. Presenza e vicinanza che diventano un obbligo, in casi di emergenza.  La gente e il popolo hanno la necessità di percepire di non essere abbandonati. Hanno il diritto d’essere rassicurati. Hanno bisogno di condividere. Sintonia e amalgama che durante guerra al covid-19 sono mancate, o si sono realizzate solo in parte, comunque in maniera saltuaria e non nella misura richiesta dalla situazione.

Mai come in questa circostanza i nostri ambasciatori nei massimi organismi istituzionali sono stati vissuti fuori dalla mischia. Distaccati. Avulsi dal contesto dello scontro in atto contro il virus. Sono sensazioni, prive di prove certe, ma in politica valgono quasi quanto i fatti. Non significa che parlamentari e consiglieri regionali abbiano abbandonato la prima linea, pronti a dare il proprio sangue per la causa, ma questo slancio o non è stato colto, oppure è stato compreso in maniera ridotta.

Massimiliano Salini, eurodeputato è bravo e preparato. E’ un bell’uomo. Un mix di Gregory Peck e Tom Hanks, piace alle signore tre bi: borghesi, benestanti e benpensanti. Parla forbito – come un libro stampato – ma non trasmette emozioni. E’ monotono e palloso. Sul virus ha battuto tutti sul tempo e lanciato la proposta di costruire un nuovo ospedale a Cremona. Un tsunami politico che ha fatto incazzare i cremaschi. Poi tutti si sono accodati. Incassato l’oscar mediatico è sparito dai radar, ma era prevedibile: è vice presidente dell’Intergruppo Sky and Space del parlamento europeo. Stellare.

Luciano Pizzetti, deputato, è il capitano Achab della politica provinciale, ma diversamente da Moby Dick è la balena a soccombere. Nella Russia di Kruscev sarebbe stato eletto nel Politburo. In quella di Putin sarebbe ministro. Nel governo Renzi è stato sottosegretario. A fine maggio ha annunciato lo stanziamento di 200 milioni destinati dal Governo a tutti i comuni delle provincie di Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi e Piacenza per il rilancio del dopo virus. Naturalmente i soldi sono arrivati anche grazie al suo interessamento. E’ intervenuto nel dibattito sull’ospedale a Cremona e sanità provinciale senza infamia e senza lode. Poi ha lasciato l’alto mare per viaggiare sotto costa. Sgaggio e inaffondabile.

Silvana Comaroli, deputata, molto nota a Soncino dove abita, un po’ meno nel resto della provincia. E’ attiva nella capitale. In commissione bilancio ci mette del suo per un emendamento a favore di un bonus per medici e infermieri in trincea. Nel dibattitto su virus e sanità nel territorio è marginale. Vede Roma e poco Cremona. Presbite.

Danilo Toninelli, senatore. Dopo l’overdose mediatica da ministro, la sua visibilità è diminuita, ma è ancora capace di fendenti micidiali. Spara contro la sanità lombarda e il governo. Sull’ospedale di Cremona accusa Salini di vendere fumo. Bucaniere

Simone Bossi, senatore. E’ stato assessore comunale, e membro del consiglio di amministrazione di Centropadane che gestisce autostrade, incarico in linea con la velocità della sua carriera politica. Tra i deputati di casa nostra detiene il record di presenze a Roma. Interviene sul nuovo ospedale di Cremona per raffreddare gli entusiasmi di Salini. Non molto altro. Come Oriali, adotta una «una vita da mediano, da chi segna sempre poco, che il pallone devi darlo», ma che vince il mondiale. Pragmatico.

Claudia Gobbato, deputata. E poi? Misteriosa.

Sui parlamentari condivisi, pensare che siano impegnati con gli altri condomini probabilmente è sbagliato, ma essere generosi non è un peccato.

Matteo Piloni, consigliere regionale è il più attento a comunicare. Tempestive le sue informazioni ai sindaci sui lavori del Pirellone. Sulla sanità è un mastino. E’ Rocky Balboa.

Marco Degli Angeli, consigliere regionale. Documentato e pacato, interviene con precisione. Sul covid-19 ha fatto sentire la sua presenza. Chi va piano va lontano.

Federico Lena, consigliere regionale. Attento, ma sulla sanità ha la messo la sordina. Equilibrista.

In conclusione, abbiamo uomini e squadra, manca il gioco. Serve più continuità, più grinta e più convinzione. Togliamo Gino Paoli e mettiamo i Guns N’ Roses. E vinciamo.

Antonio Grassi

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