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Effetto Covid: meno furti e
rapine, più reati via web. La
prov. di Cremona è 89esima

Effetto Covid anche per l’indice di criminalità. Nella classifica stilata dal sole 24 ore per i primi 6 mesi di quest’anno, la pandemia ha condizionato anche i fenomeni criminosi. Furti e rapine sono diminuiti drasticamente mentre si è registrato un aumento di reati informatici, contrabbando e casi di usura. Cremona, provincia molto colpita dalla prima ondata di Coronavirus, si piazza all’89 posto su 106 province, guadagnando 10 posizioni rispetto all’anno precedente, con una diminuzione delle denunce, in totale 9448 nei primi sei mesi del 2020, pari a 2.636,6 ogni 100 mila abitanti.
In totale a livello nazionale il Covid ha di fatto dimezzato i furti e in particolare scippi e borseggi, ridotto di un terzo le rapine con flessioni oltre il 50% per quelle in banca o negli uffici postali, chiusi al pubblico nei mesi di lockdown. Complessivamente, secondo il database interforze sull’attività criminale, si è registrato un calo in media del 25,9% dei delitti commessi e denunciati. Diverso l’andamento delle denunce per maltrattamenti e violenze tra le mura domestiche, addirittura in crescita i crimini informatici, l’usura e il contrabbando. Furti di identità digitale, frodi informatiche, clonazioni di carte di credito hanno prodotto nei primi mesi di quest’anno una media di 52 denunce al giorno su scala nazionale. Nel dettaglio Cremona appare virtuosa per denunce di incendi, riciclaggio e impiego di denaro, furti d’auto e reati legati allo spaccio e all’uso di stupefacenti. Si trova invece a metà classifica per estorsioni, violenze sessuali, rapine e furti in abitazione ed esercizi commerciali. Registra poi un non encomiabile 19esimo posto per rapine in esercizi commerciali e frodi informatiche e fa peggio per omicidi colposi (13 esimo posto con 16 denunce) e per omicidi da incidente stradale dove si piazza addirittura settima. Oltre quota cento invece nelle denunce per associazioni di stampo mafioso.

Cristina Coppola

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