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Veglia per la liberazione di
padre Gigi Maccalli: 'Siamo
con te, non ti abbandoniamo'

Padre Antonio e il vescovo Daniele

Si sono ritrovati in tanti questa sera a Crema, a pregare per liberazione di padre Gigi Maccalli. Da qualche ora circola la notizia che le trattative per il suo rilascio siano in corso. Un motivo in più per stringersi, seppur da lontano, intorno al missionario cremasco prelevato con la forza dalla missione di Bomoanga, in Niger, il 17 settembre del 2018.

Una lunga processione, partita da quattro luoghi simobolo di missione della città: l’Anffas (via Mulini) luogo di carità; lo Sraffa di via Piacenza, luogo di istruzione; il parcheggio di via De Gasperi, luogo di lavoro e il ponte ciclopedonale sul Serio, luogo di tempo libero.

Poi il ritrovo in cattedrale, dove molte persone sono rimaste sul sagrato per via delle norme anti-covid. Qui ha dato la propria testimonianza padre Antonio Porcellato, padre superiore della Sma – Società Missioni Africane, per la quale opera anche padre Gigi. “Siamo qui, ancora, a pregare. Sono colpito dalla fedeltà della vostra diocesi nel trovarsi ogni mese. E  Con la sua attuale assenza fisica, padre Gigi ci ricorda che la nostra vita ci è donata da Dio e noi la doniamo a Lui. Grazie, padre Gigi. Siamo con te. E continuiamo con gioia la nostra missione”.

Padre Antonio ha ricordato anche i primi incontri con l’unità di crisi della Farnesina, il tempo interminabile trascorso senza notizie: “Il video messo in rete ad aprile ha alimentato la speranza di ritrovarlo, di riaverlo tra di noi, ma stiamo ancora aspettando. So che tanti nel mondo stanno pregando per lui, di nascosto anche i fedeli di Bomoanga, che oggi sono ancora intimiditi dalle azioni dei gruppi armati. Suo fratello Walter prega per lui dalla Liberia”.

E proprio dalla famiglia di padre Gigi, dalla sorella Clementina, arriva un commosso ricordo del fratello: “”A te caro fratello, ogni giorno, va il mio pensiero appena sveglia, quando spero di sentire la notizia della tua liberazione. Ricordo gli ultimi giorni della tua permanenza a casa, con i tuoi amici del cremasco che ti volevano rivedere prima della partenza. Ho visto il bene dei tuoi africani quando sono venuta a trovarti a Bomoanga: eri per loro un punto fermo, una porta sempre aperta. Aiutavi tutti, indistintamente. Chi ha potuto essere il tuo Giuda? Sono certa che lo hai perdonato, perché sai che non ha ancora conosciuto il Signore, che è sempre stata la tua forza. La croce che ora stai portando è la testimonianza di quell’amore grande che salva. Oggi siamo qui per chiedere a Dio che ci liberi da questa angoscia. Mamma e papà sono certa che pregano per te e per noi. Non ti abbandoniamo, mi manchi tantissimo. Formiamo una lunga catena di preghiera: vi ringrazio tutti”.

Il vescovo di Crema, Daniele Gianotti, ha concluso la veglia, ricordando che “ognuno di noi deve essere testimone del Vangelo di Gesù. Molto possiamo fare per onorare il Signore, specie verso chi si identifica in lui: i piccoli, gli ultimi.. Dobbiamo amare con piena forza in ogni situazione della nostra vita”.

Ambra Bellandi

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