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'Non sono silente su Finalpia.
Da un anno propongo alla politica
di discutere del suo futuro'

Lettera scritta da Stefania Bonaldi - Sindaco di Crema

Leggo di un intervento delle minoranze che mi accuserebbero di essere “silente” sul caso Finalpia. In riferimento, immagino, alla vicenda giudiziaria legata alla Confort Hotel, società che ha avuto, ora non più, in locazione l’”Hotel del Golfo” a Finale Ligure, che tutti noi meglio conosciamo appunto come la ex colonia climatica di Finalpia, da anni trasformata in struttura ricettiva.

Il GIP del Tribunale di Milano dott. Guido Salvini – in accoglimento della richiesta avanzata dalla Procura del medesimo Tribunale – ha disposto l’arresto di tale Alfonso Pio, socio di Confort Hotel, società che gestiva la struttura, qualificato come esponente della ‘ndrangheta. Vari virgolettati riportati dai media testualmente riferivano che costui “sarebbe divenuto padrone dell’Hotel del Golfo di Finale Ligure”.

Intanto vediamo di fugare qualsivoglia equivoco: la Fondazione Opera Pia Marina e Climatica Cremasca Onlus, con sede in Crema, Ente autonomo di cui il sindaco di Crema nomina il CdA, è proprietaria del complesso alberghiero in discussione e tale è sempre rimasta. L’ordinanza del tribunale che ha estromesso questa società, va ricordato, è frutto di un’istanza della stessa Fondazione Opera Pia e Climatica, che oltre un anno fa ha ottenuto il pieno possesso dell’immobile, perciò molto prima che fossero note queste inchieste della magistratura.

Non c’è alcuna responsabilità da ascrivere al CdA, pertanto non capisco come si possano muovere accuse, più o meno velate, nei suoi confronti: si è mosso in modo egregio. CdA che reintegrerò il 14 settembre prossimo e che durerà in carica sino alla fine del mio mandato, con adeguamento statutario già richiesto al fine di allineare le scadenze amministrative dei due Enti. Il consiglio, in tutta la vicenda di CH Hotel, è semmai parte lesa e i consiglieri potranno valutare, con i propri legali, come tutelare al meglio la propria immagine ed onorabilità e come intraprendere pagine più edificanti per la Fondazione e per l’intera Comunità Cremasca.

Eliminata questa impropria correlazione, dico invece ai consiglieri comunali che mi rinfacciano il silenzio di avere la memoria molto corta: hanno rimosso che già il 19 settembre 2019 fu fatta una Commissione di garanzia nella quale il presidente Soffientini ed io avevamo sottoposto ai consiglieri, anche e soprattutto nella loro veste di esponenti di forze politiche,  di aprire un dibattito pubblico sul futuro di Finalpia; in quella occasione rispose pubblicamente soltanto il consigliere Draghetti del M5S, il resto della politica, mi spiace constatarlo, non emise un suono.

Dibattito, peraltro, che è stato riproposto il 17 giugno di quest’anno, prima che le vicende giudiziarie di CH Hotels fossero a noi note, in una conferenza dei capigruppo nella quale pure è stato invitato il presidente del Cda, Soffientini, e nella quale gli esponenti consigliari sono stati puntualmente informati delle difficoltà, oggettive e concrete, insorte percorrendo la via della individuazione di un nuovo locatario della struttura; in questa riunione, peraltro, non sono emerse evidenti contrarietà a intraprendere un percorso finalizzato alla alienazione dell’immobile ed alla riconversione dei proventi che ne derivino per la realizzazione di una struttura dedicata ad anziani ed eventualmente anche a minori in città.

Io sono per questa posizione, in modo molto chiaro e limpido, l’ho già espressa e non mi sottraggo certo al confronto: ritengo che l’ex colonia vada alienata e le finalità statutarie garantite, destinando i proventi come ho appena detto. Decidiamo insieme quale sia il tipo di struttura più idoneo per rispondere ai bisogni della popolazione fragile del nostro territorio.

Un conto è però immaginare una struttura che un domani la FBC possa prendere in carico e gestire, forte delle proprie competenze sociosanitarie e socioassistenziali, un conto è invece sostenere, oggi, la necessità di una fusione fra la FBC e l’Opera Pia Finalpia, che reputo surreale e molto rischioso: significherebbe gravare con un peso letale una Fondazione, la FBC, che ad oggi patisce già problematiche e carichi importanti sul piano patrimoniale.

Sono pertanto disponibile a ogni confronto e lo sono da un anno a questa parte, con buona pace di chi ha rimosso alcuni appuntamenti ufficiali che proprio io ho voluto creare nelle sedi istituzionali al fine di sollecitare un dibattito pubblico.

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