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Caso Scrp, i sindaci dissidenti
replicano a Casorati: 'Si
organizzi un confronto pubblico'

Non si arrestano le polemiche sulla vicenda di Scrp: dopo le dichiarazioni del presidente dell’Area Omogenea, Aldo Casorati, che attaccava i sindaci dissidenti, accusandoli di aver spaccato il territorio, arriva la replica di quest’ultimi. “Ci limitiamo ad osservare che quando si perde è buona cosa fermarsi e ricercare le cause della sconfitta per non ripetere in futuro gli errori che hanno generato la disfatta stessa” si legge in una nota firmata dai sindaci dei Comuni di Soncino (Gabriele Gallina), Casale Cremasco Vidolasco (Antonio Grassi), Casaletto di Sopra (Roberto Moreni), Palazzo Pignano (Rosolino Bertoni), Romanengo (Attilio Polla), Salvirola (Nicola Marani), Ticengo (Mauro Agarossi) e Trescore (Angelo Barbati). “E’ inoltre opportuno chiedersi cosa si è fatto per evitarla. Incolpare i vincitori del fallimento – certificato da un lodo arbitrale – della propria condotta è infantile e poco costruttivo”.

Arriva quindi un invito ben preciso: organizzare un confronto pubblico tra Casorati e un rappresentante dei dissidenti: “Un faccia a faccia durante il quale il presidente dell’Area Omogena potrà motivare, appunto, la sua accusa.  Soprattutto avrà l’occasione per spiegare a noi, poi ai sindaci soci di Scrp e ai cittadini, perché il recesso è stato strumentale, tale da fare rivoltare nella tomba i fondatori del Consorzio intercomunale cremasco, che, è bene ricordarlo, era un organismo politico e non una società come Scrp.

Casorati potrà spiegare perché la gara d’appalto dei rifiuti è durata quattro anni. Perché in un anno sono stati spesi oltre 600 mila euro in consulenza. Perché le decisioni relative alla vicenda A2A non sono state approvate dall’assemblea dei soci, ma decise solo dal Cda, che ha informato i soci a cose fatte. Poi perché su questa operazione è intervenuta l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). In particolare potrà relazionare su come la vicenda sia finita: se è stata pagata una penale oppure no. Potrà inoltre motivare il perché, ai tempi del recesso, il costo medio totale per dipendente di Scrp, era di 72 mila euro pro capite. E molto altro ancora, comprese le vicissitudini sui varchi.

Se il presidente dell’Area omogena accetterà e ci darà risposte esaurienti siamo pronti a prenderci tutte le responsabilità di avere disturbato il sonno eterno dei padri fondatori del Consorzio intercomunale, che probabilmente non immaginavano di generare Spa.

Lasciamo a Casorati la scelta del giorno e del luogo del confronto. Aspettiamo fiduciosi la sua risposta al nostro invito, che ci auguriamo sia positiva”.

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