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Comunità Sociale Cremasca:
un Bilancio che si traduce in
servizi erogati ai Comuni Soci

La presidente di Csc Angela Beretta

E’ di oltre un milione di euro l’avanzo di esercizio di Comunità Sociale Cremasca, come evidenzia il Consuntivo 2019.

Un Bilancio che attesta la bontà del lavoro svolto dall’azienda in questi anni e che si traduce, ancora, in servizi erogati ai Comuni Soci. Continua, infatti, l’incremento del volume di fondi assegnati e gestiti dall’azienda ma cresce significativamente il volume di competenze che Stato e Regione riconoscono all’ambito cremasco dove “Comunità Sociale Cremasca sta moltiplicando i suoi sforzi per svolgere il suo ruolo al meglio nella convinzione che questo si traduca in opportunità per i cittadini”, commenta la presidente Angela Maria Beretta.

Per tale ragione l’azienda ha avviato una serie di attività che riguardano il quadro istituzionale per ottemperare agli obblighi di legge in tema di privacy, trasparenza e anticorruzione; ha elaborato un Regolamento aggiornato sul diritto di accesso agli atti amministrativi. Ha inoltre ampliato il Servizio Sociale Professionale erogato dall’azienda, completato il processo di migrazione dal sistema “cartella sociale” alla nuova “Piattaforma socio-sanitaria” (l’unica tra quelle esistenti negli ambiti ad avere ottenuto il livello di premialità più elevato da parte di Regione Lombardia), solo per elencare alcune delle attività. Ha anche concorso e ottenuto finanziamenti attraverso bandi e progetti anche di livello internazionale, recuperando risorse strategiche per l’erogazione ai Comuni soci. “Molto resta da fare senza dubbio, desidero però esprimere un sincero ringraziamento a tutti i collaboratori che nell’azienda si mettono a servizio senza risparmiarsi e accettano ogni volta la sfida per acquisire nuove competenze e professionalità”, aggiunge la presidente.

Nel corso del 2019, l’azienda ha incrementato ancora il valore della produzione a seguito dell’adesione di ulteriori Comuni alla gestione centralizzata e all’ottenimento di fondi progettuali che hanno finanziato specifiche misure e attività. Per quanto concerne le entrate, una quota parte delle stesse verrà impegnata come avanzo vincolato nell’esercizio 2020, al fine di dare attuazione a interventi non conclusi e di carattere pluriennale. L’incremento sopra descritto ha portato ad un volume di spesa gestita in modo associato, attraverso l’azienda, pari a circa il 51% del totale della spesa sociale complessiva del distretto, quantificata in 19.217.492,46 euro.

Un bilancio, dunque, che si traduce in 168.556 ore di SAAP per 530 utenti, 33.465 ore di SAD erogate a 204 utenti, e 12.400 ore di ADM/ADEA a 114 minori. A queste vanno aggiunte le 469 ore dedicate al Servizio di Incontri Protetti (SIP) che hanno servito 22 utenti.

I SERVIZI DEDICATI AI MINORI

Nel corso del 2019 sono transitati dal servizio tutela 873 minori. In seguito alla chiusura dei progetti terminati e alla revisione degli archivi, al 31/12/19 i casi in carico erano 571. Il sub ambito con il numero maggiore di casi rimane Crema (leggero decremento), seguito da Pandino (da cui proviene la maggioranza degli ultimi casi registrati, pur in decremento rispetto al 2018), Sergnano (in decremento), Castelleone (in aumento), Soncino (stabile) e Bagnolo (in decremento). Sul totale di 571 minori, 404 sono di nazionalità italiana e 167 non.

L’età più rappresentata resta quella relativa alla fascia medio-alta (dagli 11 ai 18 anni). Durante l’anno 2019 sono stati trattati molti casi di penale minorile (43). Per tutto il 2019 è proseguita la presenza della coordinatrice del servizio presso il Tribunale per i Minorenni di Brescia una volta ogni quattro settimane per garantire un presidio utile ad agevolare le comunicazioni con i magistrati, aggiornare situazioni urgenti, rintracciare fascicoli, verificare la ricezione di relazioni e incarichi.

Nel 2019, anche grazie ad un lavoro accurato del servizio Tutela Minori, si è assistito complessivamente ad una diminuzione del costo dei collocamenti (comunità e centro diurno minori “Lo Spazio”). Dai dati si rileva inoltre un maggiore utilizzo del Centro Diurno Minori “Lo Spazio”, ubicato presso il Centro S. Luigi a Crema, rispetto a collocamenti in strutture residenziali. Il consolidamento della nuova unità di offerta e la progressiva qualificazione del servizio hanno accreditato il Centro quale struttura adeguata per la gestione di diversi progetti educativi, garantendo maggiore appropriatezza progettuale e riduzione dei costi a carico dei Comuni.

L’attività del Centro Diurno “Lo Spazio” per minori decretati, servizio innovativo realizzato da CSC nel territorio, è proseguita a pieno ritmo e la struttura ha ospitato minori fino al limite della capienza per tutto l’anno (13/15 minori distribuiti nella settimana). E’ stata quindi necessaria la creazione di una breve lista d’attesa poiché il TM di Brescia, accogliendo la possibilità di inserire questo servizio nelle progettualità a sostegno dei minori in condizione di fragilità, ne ha sempre più frequentemente decretato l’utilizzo.

I collocamenti operati nel Centro Diurno Minori, hanno consentito ai Comuni di realizzare un potenziale risparmio sull’anno pari a circa 240.000,00 euro.

La disponibilità di tale struttura consente infatti di garantire un’offerta di servizio adeguata per diversi minori sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, che in alternativa dovrebbero essere collocati in strutture residenziali, a costi maggiori per i Comuni. Oltre a predisporre una formazione ad hoc a supporto di tutte le famiglie (resa possibile dalle progettualità attive sull’ambito della tutela minori) si è ipotizzata una realtà in grado di offrire un supporto educativo diurno e di accogliere per bevi periodi i ragazzi in regime residenziale all’interno di un progetto specifico mirato ad alleviare le fatiche di tutti (ragazzi e affidatari), a comprendere le ragioni della crisi e a sostenere il proseguimento del progetto di affido piuttosto che realizzare la necessità di un cambio progettuale. La stessa logica di progetti residenziali a breve scadenza potrebbe interessare situazioni che incontrano fasi acute di disagio familiare, con un bisogno urgente di collocamento ma buone possibilità di rientro.

Prosegue la collaborazione con l’ASST di Crema su diverse progettualità nell’ambito di percorsi di integrazione socio-sanitaria. Una importante novità sul fronte del penale minorile è la creazione di una Equipe Multidisciplinare per il Penale Minorile formata dalla stessa Assistente Sociale, da una psicologa con esperienza di tutela minori e di penale e di una educatrice. Questa unità di lavoro, unica nel territorio della Corte d’Appello di Brescia, consentirà la messa a punto e la realizzazione di iniziative dedicate ai minori autori di reato e alle loro famiglie, nonché una importante integrazione di professionalità all’opera sui progetti di messa alla prova. L’iniziativa dell’Azienda ha incontrato il plauso del Servizio Sociale Minorenni del Ministero della Giustizia, titolare della competenza in materia di penale minorile. Nel corso del 2019 CSC ha aderito al progetto ministeriale “Care Leavers” per l’attuazione di misure a sostegno dei ragazzi che al compimento della maggiore età si trovano fuori dal nucleo familiare di origine per disposizioni della magistratura. E’ stata individuata una prima coorte di ragazzi che rispondessero ai criteri obbligatori per la sperimentazione e si è attivato lo studio preliminare dei casi in collegamento con Regione Lombardia e l’Istituto degli Innocenti di Firenze, deputato all’assistenza tecnica ed alla formazione sul progetto.

SERVIZIO DI INSERIMENTO LAVORATIVO

Il servizio di inserimento lavorativo, ovvero la presa in carico di persone in condizione di svantaggio sociale che potrebbero essere avviati verso percorsi di reinserimento tramite borse lavoro ha riguardato prevalentemente nuove segnalazioni e i soggetti sono stati accompagnati dal SIL finalizzando una presa in carico più appropriata. Negli ultimi anni la dimensione progettuale ha favorito un ampio inserimento di soggetti nel mondo del lavoro a seguito di tirocini e accompagnamento sempre più strutturato. Il notevole incremento dell’attività progettuale per il servizio costituisce la prima fonte di opportunità per l’attivazione dei tirocini. Il target evidenzia una significativa presa in carico di soggetti con disagio psichico, in affiancamento dei servizi specialistici territoriali.

Le persone in carico al SIL nel 2019 sono state 128, 51 di queste erano nuovi utenti. Sono aumentate le assunzioni, passate da 7 (nel 2018) a 10 e anche le realtà coinvolte nei numerosi progetti sono cresciute da 23 a 27. La maggior parte delle segnalazioni dello scorso anno è giunta dal sub ambito di Pandino (36%), segue Crema (19%), Castelleone e Bagnolo (14%), Sergnano (10%) e Soncino (7%).

“L’azienda è cresciuta nel corso di questi ultimi anni grazie alla fattiva collaborazione tra tutti gli attori del Welfare, in particolare quella dei Sindaci che sul tema hanno dimostrato grande sensibilità. E’ stata creata un’organizzazione flessibile, orientata al cambiamento e ai risultati e disponibile a mettersi in gioco anche nei momenti particolarmente critici, come l’attuale periodo di emergenza sanitaria. C’è molto ancora da fare ma nel corso di questi anni sono state create le condizioni per affrontare adeguatamente tutti gli impegni presenti e futuri”, commenta il direttore generale di Comunità Sociale Cremasca Davide Vighi.

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