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Bus dirottato, la difesa: 'No
volontà omicida e incendiaria'
Mercoledì la sentenza

Ousseynou Sy “non aveva alcuna volontà omicida e incendiaria”. E’ quanto sostenuto dalla difesa durante l’udienza odierna del processo al dirottatore del bus che nel marzo 2019 ha sequestrato il mezzo con a bordo gli studenti delle medie Vailati di Crema, insieme a una bidella e due insegnanti.

“Non ha appiccato il fuoco”, ha sostenuto l’avvocato Giovanni Garbagnati, che non ha negato la capacità di intendere e volere del suo assistito – come stabilito anche dalla perizia psichiatrica effettuata. “E’ stato un gesto spropositato di denuncia per una situazione che lo tormentava, ovvero i naufragi nel Mediterraneo”.

Garbagnati ha chiesto che Sy venga assolto dall’accusa di strage, portando a sostegno della propria tesi il fatto che nessuna delle persone presenti sul bus lo ha visto appiccare il fuoco e che l’incendio è da ricondurre ad un cortocircuito causato dallo speronamento delle forze dell’ordine, intervenute per bloccarlo. Per la difesa, dunque, non c’è dolo.

Sy, 47enne di origini senegalesi, ha seguito l’udienza dentro la gabbia dell’aula bunker, sul volto una mascherina con ricamato il profilo del suo continente d’origine e la scritta “l’Africa non morirà mai”. Il momento delle sue dichiarazioni spontanee è stato posticipato a mercoledì, prima che i giudici si ritirino per emettere la sentenza.

Nei suoi confronti la procura ha chiesto una pena di 24 anni di carcere per sequestro aggravato dalla finalità di terrorismo, strage, incendio, lesioni e resistenza.

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