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Processo al sequestratore
del bus: mercoledì l'accusa
farà la richiesta di pena

Foto d'archivio

E’ ripreso questa mattina il processo – iniziato lo scorso settembre – a Ousseynou Sy, l’autista di origini senegalesi che nel marzo del 2019 aveva sequestrato un bus con 50 studenti delle medie Vailati di Crema, insieme a due professori e una bidella.

La perizia psichiatrica ha stabilito che l’uomo, 48 anni, fosse consapevole di ciò che faceva. “Non sono pentito. Lo rifarei”, ha dichiarato, aggiungendo che non avrebbe mai fatto del male ai bambini, “volevo attirare l’attenzione sulle continue morti nel Mediterraneo, gente che fugge dall’Africa”.

L’udienza ha avuto inizio intorno alle 9.30 di questa mattina, al Tribunale di Milano, con la spiegazione della relazione della perizia psichiatrica da parte dei periti della Corte d’Assise Ariatti e Martelli. Secondo la loro indagine “non è stato riscontrato alcun disturbo della personalità”, tesi che invece sostiene la consulente tecnica della difesa.

Tra due giorni (mercoledì), il pm Luca Poniz, terrà la propria requisitoria e richiederà la pena

Sy – presente questa mattina in aula, nella gabbia – che ha detto che chiederebbe scusa ai bambini solo se avesse la possibilità di incontrarli privatamente, rischia fino a 20 anni di carcere: è accusato di strage con l’aggravante della finalità terroristica. Dal suo arresto si trova in isolamento nel carcere di San Vittore.

AmBel

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