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Folla di fedeli alla messa
per i deceduti durante
l'epidemia da coronavirus

Moltissime le persone che questa sera alle 21 hanno affollato il comitero Maggiore di Crema per partecipare alla celebrazione presiduta dal vescovo Daniele per ricordare i cremaschi deceduti durante la pandemia.

“Nulla è perduto, nulla è vano nella nostra vita”, ha esordito monsignor Gianotti che durante l’omelia ha sostenuto che “seguire Gesù è proprio dei discepoli, sia nella luce che nell’oscurità, quando il suo volto appare lontano”. Un’esortazione ai presenti, e non solo, ad avere piena fiducia in Gesù Risorto e nella Vita Eterna.

“Quando ascoltiamo la parola di Dio, dobbiamo ascoltare l’intera sinfonia, non la singola nota – ha aggiunto – Dio ci parla, si fa sentire, vuole stabilire un contatto di amore con i suoi figli. Ed è importante capire che una parola, anche se dura, è meglio del silenzio, perché il silenzio è morte, mentre la parola è vita”.

Al termine dell’omelia il vescovo Daniele ha anche ringraziato gli operatori sanitari e “tutti coloro che lavorano negli ospedali, per essersi presi cura di chi soffriva o stava morendo. I nostri cari, che non ci sono più, sono nelle mani di Dio. Chiediamo a Lui di farceli sempre sentire vicini”.

Dopo le preghiere dei fedeli ogni parroco della città ha letto i nomi delle persone decedute nella propria parrocchia: circa 200, in totale. Alla cerimonia ha presenziato il sindaco Stefania Bonaldi, l’assessore Gramignoli e il presidente del Consiglio comunale Gianluca Giossi.

Ambra Bellandi

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