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Amministratori minacciati,
Avviso Pubblico: 'Tre episodi
in territorio cremonese'

C’è anche Cremona nell’ultimo rapporto ‘Amministratori sotto tiro’ stilato da Avviso Pubblico e presentato in queste ore: tre sono gli episodi relativi all’anno 2019 segnalati nel documento. Il primo relativo al Comune di Crema, relativamente alla vicenda del bus dirottato: il report parla di “una raffica di insulti al sindaco Stefania Bonaldi. Sui social è un fiorire di reazioni scomposte, offese, calunnie e notizie infondate rimbalzate da un profilo all’altro. Dalle offese, poi, qualcuno è arrivato anche a vere e proprie minacce”. Altri due episodi riguardano invece il Comune di Agnadello, dove “Luca Rimanti, dal momento in cui ha presentato la sua candidatura a sindaco, ha cominciato a vivere giorni difficili” si legge nel report. “Dapprima qualcuno ha tagliato la recinzione della sua casa, successivamente ignoti sono penetrati nella sua abitazione, lasciandogli biglietti di minacce molto pesanti nei confronti della moglie e dei figli. A seguito di queste minacce ha ritirato la propria candidatura”.

IN LOMBARDIA – Complessivamente, il numero di atti intimidatori rivolti ad amministratori lombardi risulta in aumento rispetto ai dati dell’anno precedente. La Lombardia rappresenta la quarta regione a livello nazionale con 46 casi di intimidazione nel 2019 contro i 39 nel 2018. La città metropolitana di Milano è l’area in cui si segnala il maggior numero di casi (16), seguita dalle
province di Monza e Brianza (7), Brescia (5), Bergamo (5), Varese (4), Cremona (3), Mantova (2), Sondrio (2) e, in coda, Como e Pavia (1). Nessun caso per le province di Lodi e Lecco. Le intimidazioni e le minacce di matrice mafiosa, secondo lo stesso Rapporto, sono una netta minoranza.

“I dati a nostra disposizione se da un lato hanno lanciato, e continuano a farlo, un allarme preciso alle Istituzioni e alla società civile, dall’altro non sono ovviamente in grado di illustrare la reale portata del fenomeno in questione, la quale rimane per ovvie ragioni sconosciuta” scrivono ancora i ricercatori. “Queste stime funzionano senz’altro da valide spie e possono essere considerate come un prezioso punto di partenza per un’analisi qualitativa di una realtà per definizione sommersa. La minaccia alle libertà politiche si prefigura come un problema emergente in Lombardia. Si tratta di una questione che solo da poco è giunta all’attenzione dell’opinione pubblica, e la cui denuncia riesce con molta fatica a farsi largo nella consapevolezza generale”.

All’interno del primo monitoraggio sulla presenza mafiosa in Lombardia, l’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano ha sottolineato come le intimidazioni mafiose non si manifestino quasi mai in modo eclatante. “Esse assumono invece forme diverse che spaziano dalla violenza contro le cose (dai danneggiamenti all’incendio dell’auto) alla violenza psicologica (come il riferimento alla scuola dei figli), dalle campagne diffamatorie all’avvio di una causa giudiziaria per rappresaglia” si legge ancora nel rapporto. “A queste, si affiancano danneggiamenti nei confronti di immobili o società di proprietà comunale: edifici pubblici, piattaforme di raccolta rifiuti e beni confiscati alle organizzazioni mafiose. Si tratta in questi casi di atti di intimidazione indiretti, che colpiscono le sedi fisiche delle amministrazioni comunali.

IN ITALIA – Sono 559 gli atti intimidatori, di minaccia e violenza rivolti nel 2019 contro Sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali, dipendenti della Pubblica amministrazione (-2,5% rispetto al 2018), registrati da Avviso Pubblico in tutto il Paese, attraverso il monitoraggio delle notizie di stampa locali e nazionali, delle interrogazioni parlamentari e raccogliendo le segnalazioni dei propri coordinamenti territoriali. Una media prossima alle 11 intimidazioni a settimana, una minaccia ogni 15 ore.
Sono state 83 le Province coinvolte – oltre il 75% del territorio nazionale – e 336 i Comuni colpiti, il dato più alto mai registrato, che corrisponde al 4.2% dei Comuni italiani.

lb

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