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Incontro tra i sindaci
cremaschi e la direzione
dell'Azienda Ospedaliera

I sindaci del Cremasco - Foto d'archivio

“Stamattina con una rappresentanza dei sindaci cremaschi che seguono i temi legati alla Sanità ed il presidente della Provincia, Mirko Signoroni, abbiamo incontrato il Direttore Generale dell’Asst di Crema, Germano Pellegata” spiegano Stefania Bonaldi​, presidente della Assemblea dei Sindaci del Distretto della ASST ed Aldo Casorati, presidente dell’Area Omogenea Cremasca e Rappresentante dei Sindaci Cremaschi nel Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci della ATS​ Valpadana”.

“Abbiamo chiesto l’incontro dopo un confronto con tutti i colleghi, due giorni fa, perché, in un momento in cui si rendono disponibili risorse straordinarie per il comparto sanità, a seguito dell’emergenza Covid-19,​ riteniamo che il Cremasco, che ha molto sofferto nei mesi passati per l’emergenza sanitaria, abbia il dovere di dire la propria ed esprimere le proprie necessità ed urgenze. I sindaci in primis. A​ Cremona, Asst e territorio​ si stanno indirizzando verso la realizzazione di un nuovo Ospedale: non abbiamo elementi di conoscenza approfonditi per esprimerci su quella scelta, ma la rispettiamo se quel territorio ritiene che quella decisione risponda ad un bisogno locale. Quello che ci interessa, invece, è capire qui ed ora, nel Cremasco, quali siano bisogni ed emergenze, come ad essi si risponda e quali istanze si portino ai tavoli e agli Enti che erogano le risorse. Dall’incontro con Germano Pellegata sono emerse diverse esigenze di umanizzazione del nostro Ospedale Maggiore, che certamente meritano di essere sostenute trasversalmente e con forza, trattandosi di migliorie importanti sul piano della qualità della cura, della sicurezza, della funzionalità della struttura ospedaliera, di una maggiore rispondenza alle esigenze organizzative e gestionali del presidio. Dunque su questi aspetti massimo sostegno ad un progetto di potenziamento e implementazione del nostro Ospedale. Come sindaci e rappresentanti delle nostre Comunità, e forti della esperienza drammatica che ci auguriamo di lasciarci presto alle spalle, abbiamo tuttavia rimarcato che un progetto di sanità per il Cremasco non può e non deve tralasciare una attenzione privilegiata anche alla Medicina Territoriale, che come è noto e assodato è stata l’anello debole della catena nella lunga e difficile battaglia contro l’epidemia. Occorrono un serio impegno sulla medicina di comunità, un rafforzamento della rete di continuità assistenziale e della presa in carico, un legame vero fra Ospedale e Territorio, fra i Medici Ospedalieri ed i Medici di Medicina​ Generale e una più adeguata assistenza dei malati al domicilio. Serve, e serve ora, un progetto concreto e reale per una maggiore connessione fra la rete ospedaliera e quella territoriale e di prossimità. Bene ragionare sui contenitori e sui muri, perché è evidente a tutti la loro importanza ed in tal senso sosteniamo convintamente e trasversalmente le istanze della nostra A.S.S.T.; occorrono però anche idee e progetti per mettere subito testa alle obiettive difficoltà e mancanze che abbiamo toccato con mano nell’emergenza e che hanno riguardato moltissimo anche quanto accadeva fuori dal presidio ospedaliero.​ Per questo abbiamo rappresentato al Dg Pellegata la necessità che si avvii, a Crema, la realizzazione​ di un Presst, vale a dire di un Presidio SocioSanitario Territoriale, che ai sensi della recente L.R. 23, la legge di riforma della sanità​ lombarda, punta a quella integrazione tanto auspicata fra ospedale e territorio”.

“Le esperienze lombarde di Presst – precisa il sindaco Aldo Casorati -​ li vedono proprio come ‘presidi fisici’ dove collocare la presa in carico, la valutazione multidimensionale dei pazienti ed il ‘case management’, vale a dire la assegnazione alle cure più appropriate, la sperimentazione della figura dell’infermiere di comunità, la assistenza domiciliare integrata, i poliambulatori al servizio dei medici di base. In tal senso ho ed in generale abbiamo apprezzato la disponibilità della Asst ad avviare un percorso, da proporre anche a Regione Lombardia, che possa portare ad un Laboratorio Crema dove si sperimentino modelli organizzativi nuovi di raccordo fra Ospedale e Comunità, anche con il contributo dei Medici del DEA che in queste ore hanno formulato interessanti proposte per la medicina di Comunità”.

“L’idea di un Presst nell’ex Tribunale di Crema non nasce oggi, era del compianto dott. Luigi Ablondi e risale al 2016 – spiega il sindaco Stefania Bonaldi – e confesso che nei mesi più bui della nostra emergenza mi sono chiesta più​ volte se la presenza di un simile presidio avrebbe potuto fare la differenza nella assistenza e nella vicinanza ai malati Covid e alle loro famiglie. Credo, e con​ me molti colleghi, che questo sia il momento giusto per​ riproporre alla Regione questo insediamento a Crema, accompagnandolo con una progettualità adeguata, che noi sindaci siamo in grado di mettere in campo, confrontandoci ovviamente con i medici di medicina generale, così come con l’Ospedale e i suoi medici e dirigenti. È importante avviare ora questo progetto, metterlo in agenda fra i punti prioritari di questo territorio. L’ex Tribunale, come allora e data la straordinarietà di quanto abbiamo vissuto, può essere messo immediatamente a disposizione della Regione”.

Sindaci partecipanti: Casorati, Bonaldi, Rossoni, Bonaventi, Gallina, Palladini, Calvi, Aiolfi, Fiori, più delegati Comuni di Fiesco, Bignami, e di Trigolo, Belli

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