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Rsa, le nuove linee guida di
Regione. Per ora solo
incontri attraverso un vetro

Qualcosa inizia a muoversi nel complicato labirinto burocratico tra Ats, Regione e Rsa del territorio. Un primo contatto tra i parenti e gli anziani ospitati presso la Rsa di della Fondazione Benefattori di via Zurla sarà possibile, pur a distanza di sicurezza.

La Fbc ha pensato a come permettere le visite dei famigliari: almeno tre metri di sicurezza, con i parenti all’esterno, in cortile, e gli anziani davanti alla vetrata della zona bar della struttura. Un primo passo verso il riconogiungimento con i propri cari, isolati ormai da mesi a causa dell’emergenza sanitaria.

In un plico di carte provenienti da Palazzo Lombardia si legge che i pazienti ricoverati positivi al Covid verranno curati internamente alla struttura ospitante mentre per i casi Covid 19 di futura eventuale insorgenza l’Rsa dovrà prevedere il tempestivo trasferimento presso le strutture a carattere sanitario. Sarà poi necessario nominare un referente sanitario (che potrà o meno coincidere con il direttore sanitario), per gli interventi di pianificazione e monitoraggio delle soluzioni organizzative interne. “Per tutta la durata dell’emergenza” si legge nelle linee guida regionali “l’accesso alla struttura da parte di familiari e conoscenti degli utenti deve essere concesso eccezionalmente, su autorizzazione del responsabile medico della struttura stessa (esempio: situazioni di fine vita) e, comunque, previo accertamento dello stato di salute (con modulo di autodichiarazione), rilevazione della temperatura corporea all’entrata e l’adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio”.

Le indicazioni di Regone riguardano anche la road map da seguire per i nuovi ingressi: non superiore ad un terzo dei posti letto quotidinamente disponibili all’inizio della fase 2, aumentabili fino a 2/3 nei successivi 14 giorni fino al “ripristino delle regolarità modalità degli ingressi”, sempre salvo diverse indicazioni da parte di Palazzo Lombardia. Per quanto riguarda i test diagnostici (tamponi, ndr), dall’Ente regionale ribadiscono che il criterio guida, in ogni caso, rimane la “presenza di sintomi”. Va inoltre “considerata” la “programmazione di un percorso di screening rivolto a soggetti asintomatici, ma particolarmente vulnerabili per età e/o comorbità”. Tra questi, le indicazioni di chi ne ha diritto in modo prioritario riguardano gli utenti candidati all’ingresso dal proprio domicilio alla struttura, quelli che risiedono a domicilio e che accedono alla U.d.O. (Unità di Offerta socio sanitaria, ndr), ma anche dei pazienti/ospiti presenti nella struttura o candidati al rientro.

 

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