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2 giugno a Casale
Cremasco. Grassi:
'Festa inclusiva e non divisiva'

Il 2 giugno di sei anni fa, ho consegnato per la prima volta la Costituzione Italiana ai 18enni del nostro comune. Ho ripetuto la cerimonia negli anni successi e oggi, nonostante l’emergenza legata al covid-19 non ho voluto interrompere la tradizione. Essere qui, in questa piazza, è infatti un segnale chiaro e forte, che siamo uniti, che siamo dei combattenti e che non abbiamo paura, tre degli elementi che hanno permesso ai nostri nonni e ai nostri padri di consegnarci prima la libertà e poi la repubblica.

Lo scorso 25 aprile, in questa stessa piazza vuota, con il virus che mieteva vittime e limitava i nostri movimenti, avevo sottolineato che era comunque una giornata  di  speranza. Speranza di uscire dalla guerra contro un nemico invisibile e subdolo.

Quell’auspicio non si è ancora avverato, però abbiamo fatto passi avanti verso il raggiungimento dell’obiettivo. Continuiamo su questa strada e non cediamo all’entusiasmo: non abbiamo ancora vinto.

Oltre settant’anni fa donne e uomini, pagando anche con la morte, ci hanno permesso di vivere in uno stato libero. Un anno dopo, il 2 giugno 1946, con un referendum è nata la repubblica italiana che  trova nella Costituzione la pietra angolare.  Approvata il 22 dicembre 1947 e promulgata il 27 dicembre dal Presidente dello stato Enrico de Nicola, la Costituzione  è ancora il faro della nostra Repubblica. Il 2 giugno 1946 è stato uno spartiacque  per la storia d’Italia.

I 18 anni, lo ricordo sempre, sono lo spartiacque nella storia della vostra vita.  Nella vita di ognuno. A 18 anni si diventa ufficialmente adulti e si acquisiscono tutti i diritti che lo Stato riconosce ai propri cittadini, ma ci si carica anche di tutti i doveri verso lo Stato e gli altri cittadini. E’ un principio fondamentale della democrazia e non dovrebbe mai essere dimenticato.

Se avete il diritto di chiedere allo Stato di garantirvi quel che la Costituzione prevede e di protestare se non ve lo concede,  così lo Stato ha il diritto di chiedervi quel che voi gli dovete e di sanzionarvi se non lo date. E’ una questione di giustizia, di rispetto verso gli altri cittadini. Ma soprattutto di democrazia e libertà.

Il 2 giugno è la festa della Repubblica e dell’unità nazionale: una festa inclusiva e non divisiva. De Nicola era monarchico, ma ha firmato la costituzione della Repubblica. A maggior ragione in questo momento d’emergenza dobbiamo essere tutti uniti.

Oggi insieme a me, oltre al maresciallo Marco Prete, comandante della stazione dei carabinieri di Camisano, in rappresentanza delle forze armate che da sempre hanno partecipato a questa cerimonia e che sono un elemento portante dell’unità nazionale, c’è anche il parroco, don Ernesto Mariconti.

Gli ho chiesto di partecipare perché con la sua presenza completa quell’unità che caratterizza la nostra comunità locale. Unità della quale sono orgoglioso. Ringrazio entrambi e anche la polizia locale qui rappresentata da Silvia Bissa. Ringrazio soprattutto voi 18enni che avete risposto all’invito dell’amministrazione comunale.

Sui contenuti della costituzione lascio che sia Pietro Calamandrei ad illustrarli. È un discorso che ha  pronunciato nel 1955 davanti agli studenti universitari di Milano. È ancora attuale.  Lo leggerà Fausto Lazzari . Ascoltatelo con attenzione. Vi sarà consegnato insieme alla costituzione.

Concludo con un invito. Ricordate che inclusione, democrazia e solidarietà costituiscono i valori della nostra costituzione. Non dimenticatelo.

Viva L’Italia.
Viva la Repubblica
Viva Casale Vidolasco

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