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CAV Crema: nel 2019 oltre
100 donne hanno chiesto
aiuto per uscire dalla violenza

Maschio, italiano, con una scolarità media inferiore e occupato a tempo indeterminato e un reddito medio/alto, spesso presenta una dipendenza da sostanze stupefacenti o alcol e ha, a volte, precedenti penali. E’, nella quasi totalità dei casi, il marito, il convivente, il fidanzato, l’ex.

E’ l’identikit del maltrattante che emerge dalla statistica del Centro Anti Violenza di di Crema, che nel 2019 ha accolto 105 donne (di cui 45 erano già in carico al servizio, ndr). Un dato in aumento – nel 2018 erano 90-  che mantiene però costanti le caratteristiche della maltrattata: italiana, tra i 38 e i 47 anni, sposata con figli, scolarità medio/alta a fronte di un reddito medio/basso; non presenta problematiche psicologiche.

Molte di loro ha dichiarato di subire maltrattamenti plurimi, che si perpetrano da oltre un anno. Ma la tendenza resta quella a non denunciare. Dei 105 casi, infatti, solo 44 sono sfociati in un atto di notifica alle forze dell’ordine.

I bambini – 104 quelli coinvolti nell’anno preso ad esame – restano spettatori della violenza e una piccola parte la subisce attivamente. 5 di loro hanno usufruito di un servizio psicologico.

“Questi numeri raccontano un fenomeno rilevante – spiegano dal CAV – che richiede un lavoro speciale e continuo”. Quello che svolge ogni giorno l’associazione Donne Contro la Violenza: 165 le telefonate effettuate con le donne in carico e 502 i colloqui di accoglienza. Il percorso di uscita dall’incubo viene personalizzato sulla base dei bisogni della donna, attraverso l’aiuto legale, quello psicologico, lavorativo e di accompagnamento dei minori.

Nella maggior parte dei casi è la donna stessa a richiedere un contatto, il che indica una volontà di uscita dalla spirale di violenza. Altre volte invece si instaura un rapporto con il CAV attraverso il consiglio di parenti o amici, indicazione del pronto soccorso o forze dell’ordine o grazie al materiale informativo che l’associazione lascia in molti luoghi del territorio. Lo scopo del primo contatto è, nella metà dei casi, per sfogarsi e ricevere ascolto.

84 donne su 105 hanno riferito di subire violenza psicologica, ma come già detto, i maltrattamenti sono plurimi e accanto a questo tipo di pressione si collocano la violenza fisica ed economica, lo stalking e la violenza sessuale.

L’enorme e prezioso lavoro svolto dal CAV, in sinergia con tutti i soggetti utili alla tutela della donna (forze dell’ordine, medici di base e PS, consultori, professionisti, associazioni…) ha rafforzato la risposta d’equipe sui singoli casi per accompagnare la donna nel percorso di uscita dalla violenza.

“Nonostante tutti i dati in nostro possesso, questi rappresentano solo una minima parte del fenomeno. Ancora troppe donne non rivelano la situazione di maltrattamento che vivono”.

AmBel

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