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Il saluto del sindaco
Bonaldi all'Esercito: 'Questa
sarà sempre casa vostra'

Carissimi,

come è accaduto per tutti noi, immagino anche per voi questa sia stata la prima battaglia contro un nemico invisibile. Tutti siamo abituati a vedere in faccia chi ci aggredisce e siamo più o meno attrezzati per farvi fronte, ma stavolta è stato diverso, siamo stati costretti a imparare tattiche e strategie introvabili nei manuali civili e militari.

Per questo, siamo felici, noi e voi, di smobilitare questo ospedale da campo, ne siamo felici perché significa che non siamo stati sopraffatti, significa che la nostra tenacia, la vostra tenacia, sono stati una barriera solida contro il nostro avversario.

Come in tutte le battaglie ci sono stati dei caduti, dei feriti, ma oggi siamo qui per celebrare una vittoria, non ancora completa, ma straordinaria, che tuttavia ci consente di voltare pagina, grazie anche a voi, che rimarrete nella piccola storia della nostra comunità e nel cuore di tutti i cremaschi, che nei vostri confronti hanno maturato un debito di gratitudine che pagheranno in piccole rate quotidiane, ma che non sarà mai estinto perché tutte le volte che passeranno da questo luogo ricorderanno e racconteranno che qui i nostri militari si sono schierati per proteggerci.

Io estinguo il mio credito oggi dicendovi grazie, e con me i tanti rappresentanti delle Istituzioni e del Territorio, che ringrazio, animati dagli stessi sentimenti di gratitudine , ma per noi sarà così anche domani, dopodomani e tutti i giorni a venire. Anche al vostro arrivo avevamo ringraziato, non sapevamo ancora quanto grande dovesse essere il nostro grazie, oggi lo sappiamo.

Vi confesso che vedere arrivare l’Esercito nel proprio Territorio è un’esperienza fortissima, surreale, un sindaco sa che la realtà ha sempre più fantasia dell’immaginazione più fervida, ma a tutto c’è un limite. E l’Esercito a Crema era indubbiamente oltre quel limite.

Eppure, quel momento ha segnato il fondo della disperazione, ma al contempo il punto di svolta, l’inizio del riscatto. Perché ci ha fatto capire che la nostra Comunità non era sola. Siete stati proprio voi a farci sentire tutto il Paese vicino, rassicurandoci con la vostra concretezza, con il vostro sorriso cordiale che trasudava partecipazione e solidarietà.

Conoscevamo la fama dell’Esercito Italiano, al quale sono internazionalmente riconosciuti precisi tratti distintivi, rispetto alle forze armate di altri Paesi. Ora sappiamo perché i militari italiani sono fra i più amati, perché questa poderosa “macchina di efficienza” che in tre giorni ha montato un ospedale da campo,è riuscita a rovesciare ogni pregiudizio sul ruolo dei militari, più mai costruttori di pace e custodi della stessa, capaci di mettersi al servizio di chi soffre, di affiancare, risollevandole, le popolazioni in difficoltà.

Fra i lasciti di questa dolorosa esperienza c’è anche questo ed è stato un balsamo inatteso e potentissimo per le nostre ferite, che ci renderà per sempre riconoscenti ed orgogliosi del nostro Paese.

Grazie al Governo Italiano, all’Esercito Italiano, al Comando dei Supporti logistici e agli uomini del Terzo Reparto Sanita “MILANO”.

Da oggi questa è la vostra città, questo è il vostro Territorio, ogni volta che ci tornerete, da soli o con le vostre famiglie, sappiate di essere a casa. 

Al termine della cerimonia, riservatamente, il sindaco ha consegnato delle medaglie a tutti i componenti del corpo, sia i militari che i membri del corpo volontario dell’ordine di Malta, e una targa nella quale si ringrazia per tutto quanto fatto per la nostra comunità. Nello scambio di saluti e ringraziamenti ha presenziato anche il ministro Guerini.

 

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