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Il ringraziamento dell'Esercito
per l'accoglienza: 'Portiamo a
casa un pezzo del vostro cuore'

“Portiamo a casa un pezzo del vostro cuore, e lasciamo parte del nostro qui”. Sono state le parole commosse del Generale di Corpo D’Armata Gianicola Tota che ha voluto ringraziare i cremasschi per l’accoglienza riservata all’Esercito di stanza in città dallo scorso marzo.

Gli uomini del III Repartro Sanità Italiano lasciano oggi Crema, dopo due mesi di servizio, dopo aver allestito l’ospedale da campo in soli tre giorni. “E’ la concreta testimonianza dello Stato che si muove per essere vicino alle popolazioni più colpite. Qui è inusuale vedere i militari – ha proseguito Tota – Ecco perché credo sia stato un bel segno di solidarietà”. Un’esperienza di addestramento e professionalmente arricchente, come la descrive il Generale, con un valore aggiunto: il ricordo dell’affetto dimostrato dai cittadini cremaschi. “I nostri militari hanno raccontato alle famiglie dei numerosi gesti di vicinanza, dalle dolci regalati ai disegni portati dai bambini. Queste cose restano dentro. Sono nate amicizie, vere, che dureranno per sempre”.

Della medesima opinione il tenente colonnello Michele Ricci: “Accento a parte, siamo diventati cremaschi anche noi. E’ stato meraviglioso”. Un duro lavoro, quello di rimodulare l’ospedale da campo per renderlo più confortevole possibile per i degenti, certamente diverso da quello delle missioni all’estero, ma non meno sentito: “Lavorare per il nostro Paese è un moltiplicatore di forza. Abbiamo giurato di difendere l’Italia da ogni nemico; questo virus lo è e noi ci siamo, per difendere i nostri concittadini”.

I militari tornano nella loro caserma di Bellinzago, con l’ospedale smontato che resta, invece, sui camion-container, pronto, così come loro, a ripartire per aiutare “chiunque abbia bisogno”.

Ambra Bellandi

Tota

Ricci

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