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Covid, studio Iss: il 20 marzo
il picco di nuove diagnosi'. In
provincia balzo di 341 positivi

Secondo l’ultimo report dell’istituto superiore di sanità, il picco di nuovi casi rispetto all’insorgenza dei primi sintomi di Covid è stato il 13 marzo, mentre il 20 marzo si è raggiunto il picco di diagnosi confermate. “I primi casi sintomatici risalgono alla fine di gennaio – segnala l’Iss – con un andamento in crescita del numero di casi fino al 13 marzo 2020. Il fatto che  il picco dei casi per data di inizio sintomi sia stato raggiunto qualche giorno dopo l’adozione delle misure di restrizione nazionali (“lockdown”) conferma che tali misure hanno avuto un impatto nell’invertire l’andamento delle infezioni”. Inevitabile la discrepanza temporale rispetto ai casi “ufficiali”, segnalati dalla Protezione Civile dopo la positività al tampone: “Il tempo mediano trascorso tra la data di insorgenza dei primi sintomi e la data di diagnosi – rileva ancora l’Iss – e’ di 4 giorni per il periodo 20 al 29 febbraio (calcolato su 1.435 casi), di 5 giorni per il periodo 1-20
marzo (47.899 casi), di 6 giorni dal 21 marzo al 9 aprile (70.976 casi), di 5 giorni dal 10 al 19 aprile (19.649 casi), di 6 giorni dal 20 aprile al 9 maggio (21.527 casi) ed infine  di 5 giorni dal 10 al 14 maggio (2.775 casi)”. Per questo “la curva epidemica mostra un andamento in crescita delle nuove diagnosi fino al 20 marzo 2020 seguito da un decremento costante”.

A livello nazionale, osservando i dati ufficiali, si nota come il numero massimo di nuovi casi giornalieri si registri proprio il 21 marzo (riferiti al giorno prima): 6.557 casi in 24 ore. In provincia di Cremona quel giorno i nuovi contagi segnalati furono 341, portando così a 2733 il totale dei contagiati della provincia di Cremona. A quella data Cremona città contava 741 contagiati, il secondo capoluogo della Regione, dopo Milano, in cifra assoluta. Quella giornata segnò anche il triste conteggio di 546 decessi in un solo giorno in tutta la Lombardia, la cifra più alta mai registrata fino ad allora. “Gli esperti – aveva commentato l’assessore  al Welfare Giulio Gallera – ci avevano detto che questo week-end, a quasi due settimane dai blocchi (iniziati l’8 marzo, ndr) avrebbe segnato un punto particolarmente critico nell’evoluzione del coronavirus”.

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