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Sospetti Covid e tamponi:
229 segnalazioni e solo 2 test
Ma l'Ats Valpadana smentisce

764 segnalazioni da parte dei medici di base dell’Ats Valpadana di persone che presentano i sintomi del Covid, ma solo 145 i tamponi effettuati: è successo nel periodo tra 4 e 18 maggio, ossia dopo le riaperture di molte attività, come dimostra un report consegnato all’Unità di Crisi della Regione, ma non divulgato. Addirittura, nel periodo successivo, dal 18 maggio a oggi, le segnalazioni sono state 229 ma i tamponi effettuati solo 2.

Il report è stato ‘scoperto’ dal Fatto Quotidiano che oggi ne pubblica una sintesi: “Dal 4 maggio, nelle ultime due settimane, le segnalazioni per sospetti Covid comunicati dai medici di base alle otto Ats in cui è divisa la regione sono state 19.168. A fronte di 19.168 casi sospetti, sono stati effettuati 6.440 test molecolari (dei quali non si conosce ancora il risultato): un terzo del totale. Solo un caso diagnosticato su tre è stato quindi testato. Ancora più impressionanti sono i dati rilevati dallo scorso lunedì, 18 maggio: 3.157 i casi comunicati come sospetti, solo 25 quelli effettivamente testati”.

L‘Ats Valpadana contesta questi dati: “Dall’8 maggio 2020 (giorno seguente all’entrata in vigore della DGR) al 22 maggio, i medici del territorio hanno notificato – tramite portale predisposto – alla nostra ATS 365 nuovi casi sospetti a fronte dei quali ATS ha già eseguito 354 tamponi. Si specifica che tale attività si riferisce solo ai nuovi possibili casi sospetti; ATS svolge mediamente, su tutto il territorio, tra i 1.000 e i 1.500 tamponi settimanali per il controllo delle guarigioni e per i soggetti che devono rientrare al lavoro.
Tutti gli operatori di ATS, con la collaborazione anche delle ASST e soprattutto dei Medici di Medicina Generale, seguono con impegno e coscienza tutte le fasi della sorveglianza ed il controllo dei casi sospetti di COVID-19 per la tutela della salute di tutti i cittadini.

L’Ats inoltre contestualizza il caso: “L’attività a cui si fa riferimento, riconducendola alla DGR n.3114 del 7 maggio 2020 di Regione Lombardia, adottata al fine di intercettare e gestire tempestivamente l’insorgenza di casi sospetti di infezioni da Covid-19. Tale delibera ha approvato il documento ‘Evoluzione attività di sorveglianza e contact tracing in funzione dell’epidemia COVID19’, con il quale si è inteso formalizzare le innovazioni introdotte con il nuovo modello organizzativo della sorveglianza delle malattie infettive, a seguito della diffusione della pandemia da COVID-19.  La Delibera ha dato indicazioni affinché il medico, cui spetta l’obbligo di segnalare i casi sospetti (e, se individuati, anche dei contatti stretti), proceda anche alla comunicazione immediata delle misure di isolamento domiciliare fiduciario per il caso e i suoi contatti stretti – se individuati – e contestualmente ne dia informazione alla ATS competente”.

La Regione divulga quotidianamente i dati sui nuovi positivi e sui tamponi effettuati: ad esempio, ieri 21 maggio, erano stati eseguiti 14.700 tamponi ed erano stati riscontrati 316 nuovi positivi, un’incidenza di positivi quindi tra le più basse riscontrate da inizio monitoraggio.

Secondo il report pubblicato da Il Fatto Quotidiano, in altre Ats lombarde la discrepanza tra casi sospetti segnalati dai medici di base e tamponi effettuati è ancora più vistosa: per limitarci agli ultimi giorni, dal 18 al 21 maggio, 603 le segnalazioni nella Città Metropolitana di Milano e 9 i tamponi fatti; in Ats Insubria 375 e 1; nell’Ats Bergamo 546 e 5; nell’Ats Brescia 624 e 1.

Numeri che danno da pensare, in un momento delicatissimo della ripartenza, quello che si è aperto da questa settimana con il via libera a bar e ristoranti, con la prospettiva di un ampliamento della mobilità interregionale dal 3 giugno.

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