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Sindaci: 'Qui il virus ha colpito
più che altrove. Ci serve aiuto'.
A Crema 1,23% di contagiati

Una richiesta di attenzione e aiuto, oltre alla vicinanza agli operatori sanitari: “Vogliamo che sappiano che non li lasceremo soli”. I sindaci Bonaldi, Casorati e Rossoni hanno voluto sottolineare il dato numerico – preoccupante – dei contagi da coronavirus sul territorio (anche provinciale).

A Bergamo, per esempio, i contagi hanno superato le 9.000 unità, mentre a Cremona sono, in totale, 3.654. Questo dato andrebbe però letto alla luce del numero di abitanti che nella nostra provincia non arrivano a 400mila, mentre nella bergamasca oltrepassano il milione.

L’incidenza del contagio (in provincia di Cremona) è dunque di 1,10%, Nello specifico, a Crema è di 1,23. Peggio ancora nei paesi limitrofi: 1,41% a Offanengo; 1,56% a Montodine e addirittura 1,81% a Castelleone. “Siamo in sofferenza – ha spiegato la Bonaldi – I numeri ci dicono che qui il virus ha colpito in modo pesante la popolazione. Oggi vogliamo segnalare la forte necessità di una presa in carico complessiva”.

I tre sindaci presenti (Bonaldi e Rossoni sono, rispettivamente, presidente e vice presidente del Distretto Socio Sanitario Crema, mentre Casorati è presidente dell’Area omogenea e nel Consiglio di rappresentanza dei Sindaci nella ATS) hanno focalizzato alcune criticità, specialmente nella cura dei pazienti che devono curarsi a casa. “Va bene l’istituzione della USCA – unità speciale continuità assistenziale – cui l’Ats Cremona-Mantova ha aderito, ma qui da non ancora non se ne vede traccia”.

Un altro punto che i primi cittadini hanno voluto mettere in chiaro è che “i medici di base non vanno lasciati soli. Occore che siano loro forniti i dispositivi di protezione individuale adeguati e che poi Ats e Asst si attivino per la presa in carico dei pazienti. Il medico – ha proseguito Casorati – non può essere lasciato in prima linea”.

Rossoni ha poi chiesto che “delle centinaia di operatori sanitari che hanno volontariamente dato la propria disponibilità ad operare in Lombardia, ne venga inviata una parte a Crema. Non chiadiamo che ci venga dato più che ad altri, ma ne abbiamo un reale bisogno. Dei 25 infermieri e 12 medici cinesi che sarebbero dovuti arrivare, non sappiamo più niente. Noi sindaci – ha concluso – saremo sempre pronti a metterci a servizio dei cittadini, della salute pubblica e dell’ospedale”.

Il Cremasco, dunque, chiede ancora aiuto: “C’è un grido di allarme che i sindaci devono rappresentare”.

Ambra Bellandi

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