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Quarantena e maltrattamenti:
l'associazione 'Donne contro
la violenza' non si ferma

C’è un risvolto tanto silenzioso quanto drammatico dell’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha a che fare con la necessaria quarantena imposta dal Governo. Si tratta della violenza domestica. Ci sono persone, donne, per la stragrande maggioranza, per le quali la permanenza in casa h24 è pericolosa quanto uscire e rischiare di contrarre il coronavirus.

Un dramma che si sta consumando sottotraccia, non fosse per la vicinanza dei centri antiviolenza che, come possono, attraverso la tecnologia smart, cercano di monitorare la situazione. Come in molte altre zone, anche nel Cremasco, l’attenzione è alta da parte dei centri.

L’associazione “Donne contro la violenza”, presente da 30 anni sul territorio, ha dato mandato alle proprie volontarie di effettuare chiamate – con precisa cadenza – alle persone prese in carico dal centro. “Alcune rispondono e sono tranquille, danno informazioni riguardo il proprio stato di salute fisico e psicologico. Altre, purtroppo, riagganciano la telefonata con una scusa”, spiegano dall’associazione.

Questa mancata comunicazione indica l’impossibilità di quelle donne di restare al telefono, per paura della reazione del proprio compagno. E se prima il lavoro (di uno e dell’altra) o comunque le uscite quotidiane, davano respiro dai maltrattamenti, ora scappare è impossibile.

Da non sottovalutare anche l’elevata probabilità che i figli possano assistere alle violenze domestiche. Un’emergenza nell’emergenza.

Il numero antiviolenza nazionale 1522 è sempre attivo e “Donne contro la violenza” tiene a specificare che i colloqui con le operatrici possono essere effettuati in videochiamata.

A Crema, inoltre, sono attivi i numeri 037380999 e 3393506466 per chi volesse mettersi in contatto con l’associazione.

Ambra Bellandi

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