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Addio a Gianni Mura,
maestro di giornalismo
e amico di Crema

Mura nella copertina del libro 'Non gioco più, me ne vado', ed. IlSaggiatore

Se n’è andato Gianni Mura, uno dei miti del giornalismo sportivo  italiano. E’ morto a Senigallia a 74 anni per un attacco di cuore. Giornalista e scrittore, dal 1976 è una firma storica firma di Repubblica. Mura è stato tante volte a Cremona e a Crema. Nel capoluogo lo ricordiamo a una cena dei “senzaBrera di Cremona” al ‘700 di piazza Gallina con Andrea Maietti e Gualtiero Marchesi e con l’organizzazione di Eugenio Grignani. E ancora a maggio del 2013 alle Corde dell’Anima, nello spazio all’aperto del porticato del Museo del Violino, in una splendida conversazione sulla nostra storia e le colonne sonore che l’hanno accompagnata insieme al cantautore Ricky Gianco.

Nel 2016 era  a Crema in occasione di Crema città europea dello sport. E poi sempre a Crema al Caffè Letterario la sera di lunedì 11 settembre 2017 dialogando con Nicola Cazzalini e con l’accompagnamento musicale della classe Imparerock del Folcioni diretta da Ruggero Frasson per presentare “Confesso che ho stonato”.

Ogni fine d’anno per Repubblica aveva un appuntamento importante: in tre puntate sceglieva 100 nomi dello sport, dell’enogastronomia, della tv o del giornalismo che avevano caratterizzato l’anno che finiva. Quest’anno aveva voluto inserire alcuni nomi importanti legati a Cremona.

Insieme a colleghi come Sebastian Abbott, autore di ‘Fuori casa. L’Africa, il Qatar e la costruzione delle stelle del calcio’, anche la politica curda Khalaf Hevrin, “paladina dei diritti delle donne”. Spazio anche a giudizi meno tangibili, come la “miglior cena 2019” ai ‘Due Platani’ di Coloreto (Parma) o al concetto di Fair Play “che difficilmente vincerà la Juventus” dopo la Supercoppa e incarnato pure dall’allenatore argentino Marcelo Bielsa: il tecnico del Leeds United che ha imposto ai suoi giocatori di subire apposta un gol proprio per una questione di Fair Play.

Gli articoli di Repubblica contenevano anche citazioni importanti per Cremona che ha visto comparire in elenco l’indimenticata bandiera della Cremonese Emiliano Mondonico. Mondonico, scomparso nel 2018 e originario di Rivolta d’Adda, è stato menzionato per l’eredità che ha lasciato, non solo nei cuori dei tifosi grigiorossi e non solo in ambito sportivo. La citazione di Mura è infatti arrivata grazie al progetto di recupero di “tossicomani e alcolisti tramite il calcio a Rivolta d’Adda, l’appoggio agli sbandati, il filo aperto con la curva degli ultrà atalantini”. “Tutto questo è vivo”, sottolinea il giornalista.

Ma tra i personaggi legati a Cremona e alla Cremonese, ci sono anche Gaetano Castrovilli (oggi alla Fiorentina e protagonista di un biennio da favola allo Zini) e Marco Giampaolo, reduce dalla sfortunata avventura al Milan: un club che lo ha “ingaggiato senza conoscerne bene le caratteristiche e silurato troppo presto”, ma che proprio a Cremona aveva rilanciato la propria carriera. L’apprezzamento per Castrovilli, invece, traspare dal commento dell’autore che non risparmia un incoraggiamento all’ex centrocampista grigiorosso: “Come mio centrocampista titolare agli Europei sta perdendo le posizioni anche da riserva, coinvolto nel poco felice momento della Fiorentina. Su con la vita, 7. C’è tempo. Reagire”. Citazione anche per Letizia Paternoter, promessa del ciclismo, anche su pista, che ha condiviso gare ed allenamenti con le nostre Elena Bissolati, Marta Cavalli e Miriam Vece.

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