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Tutela acque superficiali:
attività dei carabinieri
forestali nel territorio

Prosegue l’attività dei carabinieri forestali nel nostro territorio a tutela acque superficiali, che nel 2019 hanno elevato 23 sanzioni amministrative per un totale di 46.500 euro. 3 gli illeciti penali (principalmente afferenti al settore degli spandimenti liquami a fini agronomici) e 4 le denunce all’autorità giudiziaria (per il depauperamento delle matrici ambientali acquatiche dovuto allo spargimento).

In questo primo mese del 2020 i militari coordinati dal Gruppo Carabinieri Forestale Cremona, a seguito segnalazione, hanno accertato che in una roggia che si immette nel canale Vacchelli, era in atto uno sversamento di liquame zootecnico. Il responsabile è stato sanzionato e ha cessato l’attività inquinante.

Fatta eccezione per i rilievi amministrativi e penali e considerato l’alto numero di aziende zootecniche ed impianti biogas/biometano del territorio, dalla totalità dei controlli siano essi d’iniziativa o a seguito segnalazione, si riscontra, per quanto rilevato e di competenza dei Carabinieri Forestali, un sostanziale rispetto delle normative e del “Bollettino Nitrati” della Regione Lombardia che disciplina i periodi ammessi allo spandimento.

 

La tutela delle matrici acquatiche è principale settore di intervento operativo delle Stazioni Carabinieri Forestali della provincia, anche in considerazione della caratteristica tipologia territoriale e la correlata vocazione economica agraria e di allevamenti intensivi della provincia.

Gli specifici accertamenti dei Carabinieri Forestali sono effettuati sia di iniziativa sia e soprattutto a seguito delle segnalazioni di privati cittadini o Istituzioni. Le attività di controllo e sopralluogo, in alcuni casi, sono effettuate in azioni congiunte con militari delle Compagnie Territoriali Carabinieri, con personale della Polizia Provinciale e supportate da tecnici ARPA.

I rilievi più frequenti riguardano spandimenti di liquami (o digestato da impianti biogas) eseguiti in modalità non corretta come il non rispetto delle distanze da canali /rogge, il mancato interramento, strutture aziendali non adeguate allo stoccaggio e l’utilizzo di attrezzi agricoli per irrigazione ad aspersione con pressioni non consentite; riscontrati anche casi di assenza del Piano Utilizzazione Agronomica Aziendale (PUA).

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