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Anniversario morte di Craxi
Noci: 'Nel '54 venne a Crema
in Lambretta e chitarra a tracolla'

Il 19 gennaio di vent’anni fa moriva ad Hammamet Bettino Craxi. Il film di Gianni Amelio, le numerose rievocazioni di queste ore, la scarsa statura dei politici di oggi ripropongono la figura del leader socialista. Dieci anni fa, in occasione dei primi due lustri dalla sua scomparsa, il quotidiano cremonese “La Cronaca” intervistò due ex sindaci socialisti: quello di Crema, Maurizio Noci, scomparso poche settimane fa e quello di Cremona Renzo Zaffanella, da tempo ritiratosi dalla vita pubblica. Rileggendo quelle pagine si ripercorrono parole e annotazioni che soltanto oggi, anche ex avversari di Craxi, riconoscono. Maurizio Noci, amico e craxiano doc, aveva appeso nel proprio studio una litografia di Craxi con la sahariana kaki, la divisa ufficiale dei giorni amari di Hammamet, vicino un’altra foto con l’ex parlamentare e sindaco di Crema che depone garofani rossi sulla tomba di Salvador Allende. La litografia, in tiratura ridotta di sole ottanta copie, la donò a Noci proprio Craxi in una delle visite del cremasco ad Hammamet (nel 1996 e nel 1998). Noci aveva incontrato per la prima volta Craxi nel ’54 a un incontro di giovani socialisti cremaschi a San Bernardino. Bettino arrivò a Crema in Lambretta da Milano con la chitarra tracolla. Noci fu senatore e sottosegretario all’agricoltura proprio per volontà di Craxi. “Nell’Italia dei voltagabbana – diceva orgoglioso Noci – io non ho mai girato le spalle a Craxi, nel bene come nel male”. Craxi era un innovatore, un europeista, uno statista che ha saputo confrontarsi alla pari con giganti come Mitterand, Kohl, o la Thatcher. Un gigante tra i giganti”. Anche Zaffanella ricordò Craxi: “Ho conosciuto Bettino nel febbraio del 1955 al congresso di Torino, aveva 21 anni, io 25. Mi sostituì come verbalizzante del congresso. Da allora l’amicizia non venne mai meno. Il ricordo più bello? Quella volta, con le nostre stazze dentro la Cinquecento da Milano a Cremona per portarlo al Festival dell’Avanti! a mediare tra le correnti del partito”. Ed ancora i ricordi di Renzo Zaffanella: “Nei miei dieci anni da sindaco di Cremona, Craxi si impegnò tantissimo per la nostra città e fece arrivare 200 miliardi di lire per opere pubbliche”. E Craxi non sbagliò mai? “L’errore politico più grande è stato aver sottovalutato il fenomeno Lega al nord”.

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