Cronaca
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In ricordo di Maurizio Noci

Dopo la decisione della neonata Comunità socialista, di procedere alla raccolta delle memorie  e dei documenti  storici  sul  socialismo cremasco,  con  Maurizio  ho avuto il piacere di passare molte ore ad appuntarmi date,  situazioni  e ricordi personali.

Che oggi fossi io a ricordarlo, è stato un suo desiderio, motivato dalla volontà di privilegiare i sentimenti del contesto locale, la sobrietà e la sincerità dei socialisti cremaschi, rispetto ad orazioni funebri ridondanti di elogi postumi, di maniera.

Esaudisco con profonda gratitudine la sua volontà, sperando proprio di assolvere il compito affidatomi, secondo le sue aspettative.

Maurizio, si iscrive ai giovani socialisti a 16 anni.

Inizia a lavorare all’Everest, poi diventata Olivetti, al reparto attrezzeria.

In fabbrica, a contatto con le realtà politico sindacali del periodo, si iscrive al Nucleo aziendale socialista e  prende la tessera della CGIL rinnovandola ininterrottamente.

Per anni diffonde il giornale Avanti ai colle­ghi di reparto e sempre più convintamente  si schiera a sostegno delle istanze sindacali dei lavoratori.

Il suo impegno viene  notato e valorizzato, dai dirigenti della Camera del Lavoro, con la sua elezione nel direttivo sindacale.

 

La  passione politica, lo porta ad assumere a tempo pieno l’incarico di funzionario organizzativo del PSI cremasco, diventando presto il  primo riferimento zonale dei socialisti cremaschi.

Per il suo attivismo e per le sue  qualificate doti,  dal ‘71 all’80 farà parte anche  dell’ esecutivo regionale del Psi.

Dopo essere stato consigliere comunale di minoranza e successivamente vicesindaco nella amministrazione di centro sinistra guidata da Archimede Cattaneo, diventa primo cittadino, in un contesto politico in piena mutazione.

Nel 1975 viene eletto a capo di una coalizione comprendente il PSI, il PCI ed il PRI, senza una maggioranza numerica sui cui contare.

In una esperienza di governo sempre in bilico su ogni atto amministrativo, Maurizio, dimostra le sue capacità politiche e relazionali con tutti i gruppi presenti in consiglio comunale, compreso quello democristiano, fortemente critico ma mai disfattista.

Con 20 consiglieri a sostegno della Giunta, ed altrettanti contrari, non di rado infatti le assenza, in aula consiliare, tra le forze di minoranza, furono casuali, ma calcolate per permettere il proseguimento della attività amministrativa.

Pur nella difficile situazione richiamata, anche, per esempio, il ruolo fondamentale  di Crema sui temi di valenza sovraccomunale, non venne  mai  messo in discussione, anzi ampliato in nuovi ambiti e comprensoriali.

Al di la delle polemiche, più politiche che amministrative, Maurizio con orgoglio ci sempre parlato  degli interventi perseguiti nel corso del suo mandato : l’avvio di importanti lavori pubblici tra cui : la realizzazione del depuratore,  l’estensione della rete  fognaria  nei  quartieri ancora privi,  l’attuazione di  piani  di  edilizia economica- popolare,  corposi  investimenti nelle strutture scolastiche,  la costruzione del centro natatorio, la  rivisitazione generale delle gestioni delle scuole materne,  dell’ acquedotto,  del servizio affissioni, della colonia fluviale, della raccolta rifiuti, e dell’adeguamento della pianta organica del Comune.

Per quel periodo,  particolarmente innovativa fu anche la rilettura del Piano regolatore della città, dopo un ampio giro di consul­tazioni, e avente come cardini, il ridimensionamento delle previsioni espansive di Crema, il rilancio in chiave circondariale delle scelte più importanti di natura viabilistica, il  recupero del centro storico e lo individuazione delle aree produttive  in zone predeterminate.

Nel gennaio del 1979,  dopo aver dato il proprio apporto nella fase preparatoria, Maurizio saluta con particolare favore il decollo del nuovo Comprensorio cremasco,  ( in sostituzione  del pre-esistente  Consorzio intercomunale ) ravvisando in esso, la coerenza  delle scelte strategiche e programmatiche della sua amministrazione cittadina.

Nel punto più alto della propria attività  comunale,  il segretario nazionale del Psi, Bettino Craxi, gli chiede la disponibilità a candidarsi per il Se­nato nel Collegio di Crema.

Sorpreso da  tale richiesta, ne discute  all’interno del par­tito ed alla fine  accetta  la candidatura, dimettendosi  in data   9 aprile 1979  dalla carica di sindaco.

Nelle elezioni politiche avrà la soddisfazione di essere eletto, risultando anche il più giovane senatore e quindi di diritto, fece il segretario scrutatore nella elezione del presidente del Senato.

 

A seguito dei suoi  interessamenti ottiene finanziamenti agevolati per diverse aziende cremasche, nonché per la realizzazione della rete fognaria sovraccomunale, confluente  nei depuratori Serio 1 e Serio 2.

Recupera risorse determinanti per il restauro della basilica di santa Maria e per  la chiesa di  Borgo san Pietro.

Dopo due legislature al Senato, passa  alla  Camera dei Deputati dove assume altri ruoli di prestigio, fino alla nomina di sottosegretario di Stato all’Agricoltura e Foreste  ( dal 17.04.1991 al 28.06.1992 )

Negli anni precedenti, fu  componente  della Commissione Affari costituzionali, poi della commissione Industria, commercio e turismo, di quella sull’indirizzo e vigilanza dei servizi radiotelevisivi, della commissione d’inchiesta sulla loggia massonica, e infine componente della commissione bilancio, tesoro e programmazione.

Delle sue esperienze e conoscenze non è mai stato né geloso nè altezzoso.

E’ stata una persona, alla mano, generosa e disponibile  a farsi carico delle esigenze più disparate : da quelle provenienti dal mondo produttivo, dal versante sindacale, sociale e del volontariato, a quelle degli amministratori pubblici,  fino a quelle di singoli cittadini, in stato di bisogno.

Maurizio è stato soprattutto un uomo di indubbio carattere, combattivo, diretto e franco nei rapporti personali.

Un uomo di parte, orgogliosamente socialista, senza tuttavia sacrificare  mai  l’interesse  generale del Paese, del Cremasco e di Crema, a quello del partito.

Nel PSI provinciale e  locale, assieme a Guido Torriani, Elio Bozzetti e Ferruccio Bianchessi,  non ha mai perso un congresso, prima al fianco di  Nenni, poi di De Martino e successivamente di Craxi, in aperta dialettica e competizione con i sostenitori delle tesi facenti capo a Riccardo Lombardi.

Nel 1988 fu lui, al di la delle nostre  differenti  opzioni  politiche, a proporre ai socialisti cremaschi la mia elezione a segretario di zona.

Non ha mai cambiato campo nè casacca, per coerenza e non certo per nostalgia.

Dopo la dissoluzione dello storico PSI, avvenuta formalmente nel 1994, con spirito indomito, aderisce ai socialisti democratici italiani, rimasti saldamente nello schieramento di centro sinistro.

In rappresentanza di questa formazione, nel 1997 viene rieletto  nuovamente consigliere comunale,  atteggiandosi come sempre in modo costruttivamente critico  sulla  vita amministrativa della  città.

Qui termina  il suo pluridecennale impegno di amministratore comunale.

In questi ultimi anni ha partecipato assiduamente alle attività della Comunità socialista cremasca, e come anticipato all’inizio,  ha dato  un contributo  determinante alla  pubblicazione del libro Fatti e protagonisti del socialismo cremasco.

Un obiettivo a cui teneva molto, perché sentiva, come noi, il desiderio di far conoscere più capillarmente la storia del socialismo italiano, troppo sommariamente ed ingiustamente oscurata, sia a livello nazionale che locale.

Nei momenti di sconforto ci ha sempre spronati  a non desistere  nella riaffermazione del pensiero politico del socialismo democratico,  tutt’altro che superato, diceva,  ai fini di una società più giusta.

Nel corso delle nostre riunioni,  il suo parere sulle  più importanti questioni politiche ed amministrative del territorio e della città, non sono mai state superficiali,  ma  argomentate e supportate dalla sua esperienza.

Insieme abbiamo condiviso le preoccupazioni sui progressivi processi di spoliazione dei servizi amministrativi, socio sanitari, giudiziari, scolastici, in atto da tempo  nel nostro circondario.

Il suo attaccamento alla città di Crema, ai suoi  presidi  sociali e pubblici, tra cui l’Ospedale, lo ha esposto pubblicamente anche nel decorso della sua malattia,  con il suo apprezzamento  alle competenti e premurose attenzioni riservate ai pazienti oncologici, ricevute nella nostra struttura ospedaliera.

Ricorderemo Maurizio per l’esempio che ci ha dato nella assunzione  a viso aperto e con coraggio, delle responsabilità che si incontrano o che ci toccano nella vita.

Lo ringraziamo per aver rappresentato con onore i socialisti e la realtà  cremasca, sia nelle istituzioni locali che nazionali.

Un apprezzamento confortato, in questi giorni, da tanti attestati di stima letti sui mezzi di informazione, dopo la sua scomparsa.

Ringrazio il sindaco di Crema per la messa a disposizione di questa sala,  i sindaci oggi presenti in veste ufficiale, i cittadini che si sono alternati in questa camera ardente.

Sono consapevole di aver omesso tanti altri fatti sulla attività pubblica di Maurizio, per questo lo saluto ancora piu intensamente per l’ultima volta : ciao Maurizio.

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