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GAP, le azioni sul territorio
Parola d'ordine:
sensibilizzazione

GAP, ovvero il gioco d’azzardo patologico (da non confondersi con la ludopatia). Un problema sempre più diffuso che afflige i singoli, le famiglie e la società. Un fenomeno che abbraccia evidentemente – e numericamente – la comunità, se si pensa che nel 2017 nella sola città di Crema si sono spesi oltre 2.000 euro pro capite in slot e gratta&vinci.

“Abbiamo fatto molto – ha dichiarato l’assessore al Welfare Gennnuso – al fine di sensibilizzare i cremaschi, consapevoli che ancora molto resta da fare”. Il Comune si è infatti dotato di un regolamento molto restrittivo per chi possiede slot all’interno degli esercizi pubblici, che devono restare a diverse centinaia di metri da scuole e altri luoghi sensibili ed essere spente in determinate fasce orarie. Le multe comminate dalla Locale, da quado è attivo il regolamento, sono state diverse.

Ma l’arginamento del fenomeno è ancora lontana, per questo è importante prevenire, riconoscere i segnali del GAP prima che questo mini in modo incontrovertibile chi ne soffre.

Un ottimo metodo è la sensibilizzazione, anche di chi non è imprigionato nella patologia. Per questo, insieme al lavoro sinergico di associazioni, enti e cooperative che da tempo operano nel settore (comune, consultori cittadini, comunità di Bessimo…) si è aggiunto il regista Pietro Arrigoni che ha portato in cinque mercati del Cremasco una sorta di spettacolo dove attori – formati e informati sul fenomeno – ‘provocavano’ i passanti con il lancio di gratta&vinci.

Le reazioni sono state diverse: da chi ha compreso l’intento a chi, invece, si è scandalizzato, non conoscendo il progetto. Le persone che si sono fermate hanno però portato a casa non solo opuscoli informativi sul tema (tra i quali un ‘prontuario’ con i 10 segnali da GAP, ndr), ma anche una testimonianza d’azzardo. “Un atto di colpa raccontato”, come lo ha definito Arrigoni. La confessione laica di chi ne è uscito e ammette: “Sì, ci sono caduto dentro”. Un messaggio forte, dunque, ma anche di speranza.

Speranza perché c’è un’intera rete che lavora a sostegno delle vittime del gambling, nell’ambito del progetto di zona ‘A volte capita che il gioco prenda una brutta piega’ che promuove azioni che vadano a rinforzare il tessuto sociale comunitario affinché ci siano sempre più persone che – in modo professionale – possano intercettare segnali di allarme e accompagnare presso servizi di aiuto.

QUI un pieghevole con tutte le iniziative in campo

Ambra Bellandi

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