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All'asta tre tavole
del Civerchio:
torneranno a Crema?

Foto dal sito della Casa d'aste Pandolfini
E’ stimato tra i 30 e i 40 mila euro il valore delle tre tavole del pittore cremasco Vincenzo Civerchio, all’asta presso la Casa fiorentina “Pandolfini”. Comparse in asta per la prima volta nel 1981 come opere di Carlo Crivelli, insieme ad altre della stessa serie, sono state restituite a Civerchio a partire dall’attribuzione avanzata da Keith Christiansen per il San Pietro già nella collezione di Sir John Pope-Hennessy, il grande studioso della scultura del Rinascimento la cui raccolta fu oggetto di diverse aste organizzate da Christie’s.
Le tavole raffigurano rispettivamente San Giovanni Evangelista (20.5×18.4 cm), San Paolo  (20.5×18.4 cm) e San Pietro (20.9×19.1 cm). Si ritiene che facessero parte di una serie di dodici, costituenti la predella di una pala non identificata. I tre dipinti – a tempera e oro su tavola – risalgono circa alla fine del 1400.
Nel corso della sua lunga carriera a cavallo di due secoli Vincenzo Civerchio passa dai riferimenti prettamente milanesi di Butinone e  Zenale, il cui interesse per la prospettiva è evidente anche nelle finte incorniciature delle nostre figure di Apostoli, all’aggiornamento su modelli leonardeschi e, come è naturale, su quelli dei colleghi cremonesi e bresciani, dal più antico Francesco Ferramola ai più eccentrici Altobello a Romanino.
Non resta che augurarsi che le tavole tornino ‘a casa’, auspicando l’intervento sia del pubblico che dei privati, così come era stato, nel maggio del 2017, per quattro antiche monete coniate dalla zecca di Crema. L’asta si terrà il 26 di novembre alle ore 15.30, mentre l’esposizione, che da la possibilità di visionare i dipinti dal vivo e parlare con i nostri esperti, sarà aperta da venerdì a lunedì, dalle 10 alle 18.
ab

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