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4 monete rare coniate a Crema
e restituite alla città. Cappelli:
'Patrimonio storico fondamentale'

Nino Caizzi (Banca Popolare); Vincenzo Cappelli, Pietro Ferrari (Ass. Popolare per il Territorio, Francesca Moruzzi (Responsabile museo)

Un’operazione culturale ed economica che ha messo al sicuro un patrimonio storico della città. Così il professor Vincenzo Cappelli ha definito l’acquisto all’asta di 4 antiche monete coniate dalla zecca di Crema.

La rarità dei pezzi si può comprendere già dalla datazione di questi; la più antica risale infatti al primo decennio del 1400 ed è stata prodotta durante la signoria di Giorgio Benzoni. Una moneta imperiale “unica al mondo, che testimoniava il riconoscimento, da parte del re d’Italia, della signoria di Benzoni”. Altre due monete, del medesimo periodo, completano il quadro storico dell’epoca: un ‘quattrino’, del quale vi sono solo 3 esemplari al mondo e una moneta imperiale da 2 denari, della quale esistono 4 esemplari.

Il pezzo forte dell’acquisto è dato da un’altra moneta, anch’essa unica al mondo: una ‘petacchia’ battuta a martello nel 1515, durante un assedio di Guelfi e spagnoli alla città. “Bartolomeo Contarini, capitano inviato da Venezia, aveva bisogno di denari con i quali pagare i soldati che difendevano la città, chiese quindi alla Repubblica Veneta di approvare il conio, ma questo venne negato – ha spiegato Cappelli – Fu allora che Contarini recuperò argenti dalla chiesa di Santa Maria e fece battere a mano le monete”, che in linguaggio numismatico vengono chiamate ‘ossidionali’, cioè coniate durante un assedio. Una moneta che faceva gola ai cosiddetti ‘collezionisti ossidionali’, “ma che siamo riusciti a tenere insieme alle altre 3”.

Molto altro delle storia cremasca relativa a questi rarissimi pezzi, si potrà apprendere venerdì 12 maggio in sala Cremonesi, quando la collezione verrà presentata alla città.

Le monete, del valore complessivo di 20.000 euro, sono state acquistate grazie alla Banca Popolare di Crema e all’Associazione Popolare per il Territorio, “interlocutori che da subito hanno capito l’importanza documentale di questi pezzi”, ha ribadito Cappelli in conferenza stampa.

I pezzi saranno esposti al Museo civico di Crema e del Cremasco.

Ambra Bellandi

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