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Commissione Politiche Sociali:
il commento di Bassi (Pd) sui
social e replica di Coti Zelati

Il PD e le sue ancillari liste civiche hanno rimosso il sottoscritto dall’incarico di Presidente della Commissione sociale riconoscendo però, unitamente a tutti gli altri commissari, l’equilibrio e la qualità del lavoro svolto in quel ruolo.

“Siccome il Presidente e Vice Presidente di un’assemblea hanno il compito di regolarne il funzionamento, normalmente vengono eletti all’unanimità e, per ovvia opportunità, il candidato alla carica non vota (questo, probabilmente, anche nel consiglio della più piccola associazione del Paese). Con la sua mossa l’Amministrazione è riuscita non solo ad ottenere un Presidente non eletto all’unanimità ma dalla sola maggioranza e, per di più, in barba alla minima opportunità di ruolo, abbiamo dovuto assistere al politicamente imbarazzante atto di auto – votazione del consigliere Mombelli che ha prontamente obbedito agli ordini di partito. Già questo sarebbe sufficiente a qualificare l’azione “politica” della maggioranza ma, non paghi, i consiglieri di maggioranza, nella persona del capogruppo del PD Jacopo Bassi, si sono spinti oltre”.

Il commento arriva da Emanuele Coti Zelati, cappogruppo de La Sinistra, che è stato di recente sostituito da Mombelli alla carica di presidente della Commissione Politiche Sociali. “Il consigliere Bassi, attraverso un post su Facebook (che pare costituire per lui, un po’ come per Salvini, il luogo principe dove fare politica) si permette di adombrare che io non abbia svolto correttamente il mio ruolo di Presidente della Commissione: lo invito a circostanziare le sue affermazioni -ricordandogli che ogni azione che ho compiuto da Presidente di Commissione è non solo tracciata ma anche condivisa con i commissari e con la struttura amministrativa- altrimenti a trarre, come tutti noi, insegnamento dall’adagio per cui il più bel tacer non fu mai scritto. Jacopo Bassi, ancora una volta, dimostra non solo ignoranza dei fatti e impreparazione ma testimonia il mancato dialogo con i suoi colleghi: non male per il capogruppo di maggioranza del partito più rappresentato in Consiglio: insomma un mix che, visto dall’esterno, risulta politicamente imbarazzante se non per tutta la maggioranza almeno per tutto il PD”.

Il post di Bassi

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