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Processo a Sy: la Corte
conferma la responsabilità
civile del Ministero Istruzione

Foto TgCom24

Si è svolta in mattinata a Milano la seconda udienza del processo a Osseynou Sy, l’autista di origine senegalese che lo scorso marzo aveva sequestrato 50 studenti delle medie Vailati di Crema, insieme a due insegnanti e una bidella.

La Corte d’Assise ha respinto la richiesta di estromissione del Miur quale responsabile civile in quanto la scuola, pur non avendo appaltato direttamente la gestione del trasporto dei ragazzi (così come non se ne sono occupati Comune e Provincia, ma un ente terzo), aveva comunque la responsabilità della custodia. In parole semplici, gli insegnanti avrebbero dovuto accorgersi che sul mezzo mancavano i martelletti infrangivetri ed impedire la salita degli studenti. Il Miur è citato in quanto Ente che gestisce in toto l’ambito scolastico.

L’udienza è stata rinviata all’11 novembre poiché il Miur ha richiesto i termini di difesa per poter capire come muoversi. Nel frattempo la Corte ha dato mandato al pm di indicare i testimoni che vorrà ascoltare. Oltre a qualche genitore e ai legali della varie parti, era presente in aula anche Sy – che ha fatto esplicitamente richiesta di partecipare a tutte le udienze -. Dalla gabbia per i carcerati ha parlato con i propri avvocati, lasciandosi scappare anche un paio di sorrisi.

L’uomo è accusato di strage, sequestro di persona aggravato dalla minore età delle vittime, incendio, resistenza e lesioni. Tutti i capi d’imputazione sono aggravati dalla finalità terroristica. L’autista ha scelto di non essere processato con il rito abbreviato e quindi ha rinunciato allo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Rischia così fino a 20 anni di carcere.

AmBel

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