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Bus dirottato: processo al
sequestratore dei bimbi della
Vailati. Oggi seconda udienza

Seconda udienza, questa mattina a Milano davanti alla corte d’assise, del processo contro Ousseynau Sy, 47 anni, l’autista del bus sequestrato lo scorso marzo, a bordo del quale si trovavano 50 ragazzi delle medie Vailati di Crema oltre a due insegnanti e una bidella. L’imputato è accusato di sequestro di persona aggravato, strage aggravata dalla finalità terroristica, lesioni aggravate ed incendio. Nella prima udienza, tutti gli ostaggi si sono costituiti parte civile, così come il Comune di Crema e, solo per il reato di incendio, la società Autoguidovie, proprietaria del bus dirottato. La stessa società e il ministero dell’istruzione sono state citate in giudizio come responsabili civili e dovranno quindi rispondere dei risarcimenti in caso di condanna. Sy, sposato e padre di due figli, è rinchiuso nel carcere milanese di San Vittore. “Sono dispiaciuto e pentito – aveva detto tramite il suo legale Richard Ostiante -. La situazione mi è sfuggita di mano, io non volevo uccidere nessuno ma solo fare un gesto dimostrativo perché si parlasse dell’emergenza immigrati, dei bambini che nell’indifferenza generale muoiono nel Mediterraneo, di un esodo dall’Africa all’Italia e all’Europa che non interessa nessuno. La loro sofferenza non può rimanere silenziosa”. Un gesto “dimostrativo”, come spiegato fin da subito davanti ai titolari dell’indagine, i sostituti procuratori Luca Poniz e Alberto Nobili.

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