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Coldiretti, Voltini:
'Sul caso Italatte siamo
gli unici a farsi sentire'

Sul ‘caso Italatte’ solo Coldiretti si fa sentire, a difesa delle aziende agricole produttrici di latte, di fronte alla multinazionale francese che non rispetta gli accordi sottoscritti sul prezzo del latte alla stalla. E’ quanto sottolinea Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona e Coldiretti Lombardia, affidando la sua riflessione alle pagine del ‘Coltivatore Cremonese’, il periodico della Federazione in uscita in questi giorni che aggiunge: “Le ultime puntate del complesso rapporto tra allevatori ed Italatte sono ben note agli addetti ai lavori. Ciò che invece colpisce, da un mese a questa parte, è il silenzio sulla vicenda da parte delle rappresentanze dell’agricoltura e della cooperazione agricola. Dopo l’invio delle disdette dei contratti da parte della multinazionale lo scorso fine settembre, per evitare il rinnovo tacito degli accordi in vigore anche per il 2020, i comunicati e le dichiarazioni pubbliche sono state fatte solo dalla nostra Organizzazione.” “Coldiretti – rimarca Voltini – ha denunciato pubblicamente e a più riprese il comportamento assolutamente scorretto tenuto dalla multinazionale francese ed ha dichiarato di non voler accettare supinamente il comportamento “intimidatorio” di Italatte, messo in atto esclusivamente per forzare l’accettazione della modifica di prezzo adottata unilateralmente a partire dallo scorso mese di aprile”.

Il Presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini – anche pubblicamente, nell’occasione del Villaggio Coldiretti di Bologna – ha chiesto ed ottenuto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Ministro delle Risorse Agricole Teresa Bellanova l’impegno ad occuparsi della vicenda e a tutelare gli allevatori assicurando il rispetto degli accordi contrattuali sottoscritti. Voltini quindi rimarca: “Sarebbe importante che in queste occasioni la ‘parte agricola’ facesse quadrato dimostrando, anche nella comunicazione, una posizione compatta. I silenzi, al contrario, potrebbero essere interpretati da Italatte come segnali di debolezza, di possibile arretramento di fronte all’atteggiamento minaccioso tenuto dal gruppo Lactalis”. “Noi – riprende il Presidente regionale dell’associazione – siamo sempre aperti al dialogo e ci aspettiamo una proposta seria dal gruppo Lactalis per il 2020. Il 2019 non è infatti in discussione, visto che esiste un contratto indicizzato – che Coldiretti ha sottoscritto per conto dei Soci che hanno rilasciato delega all’Organizzazione – che nel corso dell’anno ha fotografato adeguatamente i valori del mercato del latte italiano. Anche l’inserimento del prezzo del Grana Padano nei parametri di indicizzazione è corretto e a nostro avviso il Grana deve continuare ad essere un riferimento, visto che incide sensibilmente sull’intero mercato nazionale. D’altra parte, quando il Grana quotava poco, Italatte non si è sognata di rettificare in alto il prezzo del latte dei conferenti”.

“Mi auguro – conclude infine Voltini – che Confagricoltura e tutta la cooperazione, quella di raccolta ovviamente, dimostrino di avere ‘la schiena dritta’ e non sentire l’urgenza di dover correre a firmare accordi a tutti i costi. Ci sono tutte le condizioni e le prospettive di mercato per avviare positivamente il 2020, sia per gli allevatori, sia per l’industria e la filiera lattiero-casearia. L’obiettivo di prezzi dignitosi alla stalla deve andare di pari passo con la necessità di non svilire o penalizzare il comparto con svendite e ribassi sullo scaffale. Siamo a conoscenza che alcune aziende del gruppo Lactalis stanno già rialzando del 5% i propri listini di vendita, motivando la pretesa con l’aumento del prezzo di acquisto del latte. La suddetta richiesta, fatta alle catene di distribuzione, non sarebbe giustificabile e non verrebbe accettata se questi venissero poi a sapere che Italatte, invece, vuol pagare al ribasso il latte italiano”.

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