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Lo abborda per strada e lo
invita a casa: è una trappola
Minacciato e rapinato

Del reato di rapina aggravata devono rispondere tre romeni, due uomini e una donna, che l’anno scorso a Genivolta, con la minaccia di un coltello, si erano appropriati di 250 euro contenuti nel portafoglio della vittima, un cremonese. Quest’ultimo, il 22 marzo del 2018, si era fermato alla richiesta di un passaggio dell’imputata che, una volta in macchina, gli aveva rivelato di essere una prostituta. I due avevano contrattato una prestazione e lei lo aveva invitato a casa sua. Una volta nell’abitazione della donna, l’uomo aveva iniziato a togliersi i vestiti, ma in quel momento erano entrati i complici della prostituta, che lo avevano minacciato e ricattato, evidentemente per ottenere denaro. ‘Lo diciamo a tua moglie’. Con loro grande sorpresa, però, la vittima aveva riferito loro di non essere sposata, spiazzando i malviventi. A quel punto i tre avevano estratto un coltello, intimandogli di non muoversi. Dopo qualche minuto il cremonese era stato lasciato libero di andare. Una volta in macchina, però, l’uomo si era accorto di non avere più il portafoglio contenente 250 euro. Da lì, poi, la corsa a denunciare il fatto ai carabinieri. L’uomo aveva fornito una descrizione dei tre e al termine degli accertamenti dei militari aveva riconosciuto tutti dalle foto segnaletiche che gli erano state mostrate. Oggi nei confronti dei tre, Ana Maria, 24 anni, Florin, 46 anni, ed Elvis, 24 anni, è partito il procedimento penale davanti al gup. La donna e il 24enne sono difesi dall’avvocato Fabio Galli, mentre il terzo componente del gruppo, che attualmente è in libertà, dall’avvocato Massimo Zambelli. Il legale ha chiesto al giudice di poter fare un riconoscimento più aggiornato, in quanto ha sostenuto che la foto mostrata all’epoca dei fatti non fosse corrispondente al suo cliente, più robusto. Il giudice si è riservato di decidere. Da accertare anche se i due clienti dell’avvocato Galli siano o meno detenuti. Si tornerà in aula il prossimo 5 dicembre.

Sara Pizzorni

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