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Cda Fondazione Benefattori
Cremaschi: il sindaco spiega
le modalità di selezione

Il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, spiega il metodo adottato per il rinnovo del CdA della Fondazione Benefattori Cremaschi.

E’ naturale e fisiologico che all’avvicinarsi della nomina del nuovo CDA della FBC vi sia un rinnovato interesse della comunità, delle forze politiche, dei cittadini e dei media, rispetto alla sua composizione.”In tal senso voglio ricordare che la nomina del Consiglio compete al  Sindaco, non in quanto organo politico (il Comune infatti non esercita alcun controllo, né diretto, né indiretto, sulla Fondazione, né lo eserciterà allorchè essa diventerà Ente del Terzo settore, come previsto dal Nuovo Statuto e nessun vincolo di mandato lega il Cda della FCB al Comune di Crema ) ma in quanto “rappresentante” della Comunità, in cui la Fondazione dispiega la propria importante e delicata attività. Proprio come rappresentante della Comunità ho voluto dunque, per questa nomina, che dispiegherà i propri effetti anche quando io non sarò più sindaco, avviare anche un tavolo con i Capigruppo consiliari a Crema, al fine di avere un confronto ed uno scambio e giungere alla nuova composizione esercitando, per quanto possibile, la migliore sintesi fra le istanze, i suggerimenti, le aspettative, le indicazioni raccolte. Consapevole che le sintesi ovviamente non contengono il tutto, cercano di cogliere ciò che è essenziale e prioritario.

Tutto ciò premesso, chiarisco le linee che guideranno la mia decisione, una volta scaduto il bando e pervenute tutte le manifestazioni di interesse (ad oggi circa una trentina, su iniziativa di consiglieri comunali, partiti, società civile, gruppi di cittadini o singoli per se stessi, ordini professionali, associazioni di categoria).

Sceglierò – e qui la valutazione finale sarà evidentemente personale e me ne assumerò la piena responsabilità – profili caratterizzati da competenza (di tipo amministrativo, gestionale, economico, sanitario, sociale), non eccessivamente “politicizzati” (era stata una scelta cinque anni fa e resto coerente con quella impostazione), di differenti provenienze e sensibilità, culturali e anche politiche, che abbiano una comprovata inclinazione a lavorare in squadra.

Intendo tenere la Fondazione al riparo da schermaglie di partito, che nulla hanno a che fare con la conduzione dell’Ente e la finalità che persegue, vale a dire la cura e l’assistenza alle persone fragili; né tanto meno intendo lottizzare il Cda della FBC o riproporre in essa le dinamiche di “maggioranza e minoranza” che caratterizzano gli organi di tipo “politico”. Si tratta di individuare una team, che si muova il più possibile coeso, con un buon mix di competenza, passione, adeguata disponibilità di tempo, conoscenza del territorio e relazioni con gli enti, gli organismi e le realtà, numerosi, pubblici e privati della nostra Comunità che interagiscono  o possono interagire con la Fondazione.

Scioglierò la mia riserva alla fine della prossima settimana, in quanto la manifestazione di interesse aperta scade nella giornata di  lunedì e potrebbero arrivare candidature anche tramite il servizio postale, pertanto attenderò qualche giorno, senza altre anticipazioni, per maturare la decisione finale.”

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