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Due trombe d'aria in una
settimana: dal territorio partono
le richieste alla Regione

Continua la conta dei danni, dopo le due trombe d’aria che hanno colpito il territorio cremasco in meno di sette giorni. Ma soprattutto, dal territorio partono le richieste di riconoscimento dello stato di emergenza, indirizzate alla Regione.

In particolare, una delle lettere, compilata a seguito dell’incontro avvenuto in data 13 agosto 2019, parte dai comuni che sono rimasti colpiti dall’ultimo fenomeno: Agnadello, Bagnolo Cremasco, Campagnola Cremasca, Capergnanica, Capralba, Casaletto Ceredano, Castelleone, Credera Rubbiano, Chieve, Crema, Cremosano, Dovera, Fiesco, Izano, Madignano, Monte Cremasco, Palazzo Pignano, Pandino, Pianengo, Riapalta Arpina, Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina, Salvirola, Spino D’Adda, Ticengo, Torlino Vimercati, Viano Cremasco e Vailate. I danni subiti in quei pochi minuti di tempesta ammontano infatti a diversi milioni di euro.

Anche i comuni colpiti dal nubifragio e della tromba d’aria avvenuta mercoledì 7 agosto, che ha interessato i territori dei Comuni del nord del Cremasco e del Parco Regionale del Serio, sono pronti con le loro richieste. Come si legge nel documento inviato ai vertici lombardi, l’evento ha provocato “danni ingenti a strutture pubbliche e private e gravi conseguenze sull’attività produttiva, soprattutto quella del comparto agricolo”. I sindaci dei Comuni colpiti “sollecitano il riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità naturale”. I comuni sottolineano che“la necessità di questo riconoscimento viene motivata dal notevole impegno economico per il ripristino delle strutture pubbliche distrutte o seriamente danneggiate che inciderebbe in modo consistente sui nostri bilanci comunali e sul quello del Parco regionale”.

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