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'Più che Area
Omogenea
direi area ballerina'

Se è vero quanto scritto sulla stampa locale e non ho motivo di credere il contrario, allora sono costretto, con rammarico, a uscire dall’Area omogenea. I giornali hanno dato la notizia che il comitato ristretto di Consorzio.it eletto, appunto dall’Area Omogenea, da 11 membri passerà a 13 e riportano anche i nomi dei nuovi due
sindaci destinati a occupare le nuove poltrone. Nulla di sconvolgente e, per essere precisi, la questione potrebbe anche non interessarmi in quanto non più socio di Scrp, quindi di Consorzio.it che ha preso il suo posto, ma sono
ancora membro dell’Area Omogenea, che è un organismo politico, e quindi mi sento legittimato a intervenire.
Chiarito questo, la vicenda merita una riflessione, giustappunto politica e metodologica.

Punto uno. Chi ha deciso il aumentare il numero dei membri del comitato ristretto? Non risulta sia stata l’assemblea dell’Area Omogenea che dovrebbe essere sovrana. Aggiungi un posto a tavola, il musical di Garinei e Giovannini ha fatto scuola. I cremaschi, sempre generosi, hanno raddoppiato: due posti.

Punto due. Chi ha scelto i nomi dei nuovi aggiunti?

Punto tre. La decisione sarebbe stata presa per rimediare all’esclusione del sindaco di Pandino dal Comitato ristretto, esclusione decretata dall’assemblea a favore del sindaco di Castelleone. Giusta o sbagliata, la scelta dell’assemblea andava rispettata. Se, a elezione avvenuta, si è valutato l’inopportunità dell’esclusione del sindaco di Pandino, esisteva un unico metodo per rimediare. Chiedere al sindaco di Castelleone un passo indietro e chiamare una nuova votazione dell’assemblea.

Punto quattro. L’esclusione del sindaco di Pandino e la sua sostituzione è nata da una questione procedurale legata al regolamento che, correttamente, è stato applicato. Ora se si è rigidi a far rispettare il regolamento, non può che destare perplessità che venga d’emblée aumentato il numero dei membri, determinato dallo stesso regolamento, senza sottoporre la decisione e quindi la modifica del regolamento stesso all’assemblea.

Mi sia permessa una battuta. Questa più che un’Area Omogenea, è un’area ballerina dove i regolamenti sono un elastico che si allunga e si accorcia a piacere e a decidere la lunghezza sono in pochi. I soliti, si potrebbe azzardare, ma non ci sono prove. Pochi va bene. E chi siano non ha importanza. I nomi non contano. In discussione è il metodo.
Ripeto, la questione specifica non mi riguarda direttamente, ma in quanto membro dell’Area Omogenea non posso accettare un metodo che non condivido e che in futuro potrebbe essere applicato a questioni inerenti il Comune che rappresento. Ora o si cambia metodo e si sottopone all’assemblea la decisione di modificare i membri
del Comitato ristretto, o mi è difficile restare nell’Area omogenea. Nulla esclude che agli altri sindaci dell’Area Omogenea il metodo da me contestato vada bene e il problema non si pone. È una scelta rispettabilissima, anche se non la condivido.

Una ragione in più, per me, per togliere il disturbo.

Antonio Grassi
Sindaco di Casale Cremasco Vidolasco

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