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Innamorata, chiede aiuto alla
maga: 600 mila euro per riti
magici. In tre a processo

Limoni magici al prezzo di 500 euro l’uno, candele a forma fallica a 3.000 euro l’una, candele a forma d’angelo, profumi e unguenti. In due anni aveva consegnato 600 mila euro ad una sedicente maga per farsi fare rituali d’amore, fino ad arrivare a dilapidare il suo patrimonio e persino a prelevare il denaro dalla ditta per la quale lavorava. Ovviamente, senza ottenere alcun risultato. La vicenda, cominciata nel 2011, vede protagoniste la maga, Elvira Di Lorenzo, 79enne di Fermo residente a Milano, e una 45enne residente in provincia di Bergamo. La prima è a processo per circonvenzione di incapace nei confronti dell’altra, che per aver prelevato i soldi dall’azienda per la quale lavorava come impiegata, è già stata condannata ad un anno e sei mesi, pena sospesa, con il riconoscimento di un parziale vizio di mente. I 600 mila euro, soldi del conto corrente della 45enne, della sua famiglia e prelevati dalla ditta, erano stati consegnati alla maga nell’arco di due anni, parte nel corso di appuntamenti fissati a Crema, e parte a Milano. A processo non c’è solo la Di Lorenzo: sotto accusa c’è anche anche il figlio Giuseppe Andò, 56 anni, napoletano, e Stefano Vigevani, 38 anni, piacentino. Quest’ultimo si sarebbe finto cliente per convincere la 45enne che quei filtri d’amore erano davvero efficaci. Un’altra finta cliente, Cinzia Guarnieri, piacentina di 56 anni, aveva già patteggiato davanti al gup, due anni, pena sospesa.

La Di Lorenzo, nelle vesti della maga Valery, così si faceva chiamare, aveva ricevuto la cliente bergamasca in più occasioni presso il proprio studio insieme al marito, deceduto nel 2017, secondo l’accusa, sottoponendo la donna a rituali magici per risolverle problemi sentimentali. Durante i rituali, la maga Valery si avvaleva di oggetti magici acquistati dalla cliente, come ad esempio limoni magici al prezzo di 500 euro l’uno, candele a forma fallica al prezzo di 3.000 euro l’una, candele a forma d’angelo, profumi magici, unguenti per benessere materiale, e un planetario di incensi magici acquistati per 7.000 euro, riuscendo, sempre secondo la procura, a soggiogare completamente la donna che per continuare la ‘terapia’ era arrivata a frequentare lo studio due volte a settimana. Per convincere la vittima, la Di Lorenzo si era avvalsa del contributo di Vigevani e della Guarnieri, che in numerose occasioni l’avevano sollecitata a procedere nel pagamento dei servizi resi alla maga, con la precisa indicazione delle modalità e della tempistica dei pagamenti. A loro volta i due erano stati destinatari di ulteriori versamenti eseguiti dalla 45enne per un totale di 43.000 euro. Anche Giuseppe Andò, figlio della maga, è risultato beneficiario di pagamenti da parte della vittima. Secondo l’accusa, gli imputati avevano indotto la 45enne a corrispondere una cifra di almeno 500.000 euro mediante bonifici, assegni, ricariche di carte prepagate e dazioni di denaro contante che la stessa si era procurata, prima dilapidando il proprio patrimonio, poi quello dei genitori, poi tramite finanziamenti bancari e infine sottraendo denaro dai conti correnti della società presso cui lavorava.

Nel procedimento, il fratello dell’impiegata è parte civile quale curatore speciale della donna attraverso gli avvocati Sergio Fiori e Marco Simone. I primi testimoni saranno sentiti nell’udienza del 2 ottobre prossimo.

Sara Pizzorni

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