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'A svegliarmi ci pensa
la vita', sold out al teatro
di San Bernardino

Raccontare una storia di vita per emozionare, sensibilizzare e divertire. Questa la finalità di “A svegliarmi ci pensa la vita”, lo spettacolo di danza, ideato dall’insegnante Valentina Abbondio ed ispirato alla storia di vita di Davide Cantoni, realizzato dai ballerini ciechi della scuola di danza “Ballo Anch’Io”, creata dalla sezione territoriale di Cremona dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, in collaborazione con Anffas Onlus Crema.

Uno scopo che, visto il sold out riscosso domenica 9 giugno al Teatro di San Bernardino a Crema, pare essere stato pienamente conseguito. Felice di questo l’insegnante Valentina Abbondio, accompagnata dai colleghi Claudia Festari e Kevin Ogliari: «È stato un lavoro lungo e difficile – ammette – ma le emozioni che ho provato durante le prove e sul palco valgono di più e resteranno sempre nel mio cuore». «Lavorare con questi ragazzi – continua – è stimolante perché fa davvero capire che, oltre ogni ostacolo, è sempre la passione a fare la differenza». Poi ripensa ai volti commossi dei ballerini e al folto pubblico presente in sala e si emoziona: «Sono davvero contenta che il nostro lavoro sia stato apprezzato. La buona riuscita di questo progetto è il frutto dell’impegno di tante persone che quotidianamente si prodigano per veicolare il valore dell’inclusione. Ringrazio, quindi, davvero di cuore quanti hanno contribuito a questo grande ed inaspettato successo».

Tra loro, anzitutto, la Presidente della sezione territoriale di Cremona dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, Flavia Tozzi: «Credere in un progetto inclusivo è sempre una sfida. Una sfida che l’UICI ha colto con piacere» precisa. «Grazie a tutti voi – ha aggiunto rivolgendosi a ballerini ed insegnanti – perché danzando avete dimostrato che l’inclusione è davvero possibile: bravi».

Di inclusione, consapevolezza e diversità ha parlato anche la presidente di Anffas Onlus Crema, Daniela Martinenghi: «Su questo palco – ha detto – questa sera non ho avvertito differenza. Ho visto solo persone che si impegnavano al meglio delle loro potenzialità e si divertivano a ritmo di musica. Perché ciascuno di noi può davvero fare la differenza, basta creare i contesti adeguati, capaci di valorizzare le abilità di tutti».

Incentrato sulla storia di vita di Davide Cantoni, lo spettacolo, presentato da Irene Scalisi, scritto da Gloria Giavaldi e narrato dal giornalista Rossano Salini, ha emozionato tutti, creando un po’ di consapevolezza in più riguardo al tema della diversità. Lo conferma soprattutto il protagonista, non nascondendo l’emozione: «È stato davvero emozionante ripercorrere alcuni istanti della mia vita a passi di danza, a tratti mi sono anche commosso» spiega Davide Cantoni. «Spero davvero che la mia storia possa servire a molti per capire che della differenza non bisogna avere paura. Perché, in fondo, vivere una vita diversa, significa vivere una vita unica, fatta di ostacoli incontrati, abbracciati e superati». Oltre le emozioni, però, Davide pensa già al futuro: «Speriamo di poter replicare presto, perché crediamo che questo spettacolo possa davvero contribuire a generare una nuova consapevolezza della diversità».

Grandi emozioni e momenti di riflessione importanti hanno poi ceduto il passo al divertimento quando sul palco sono arrivate le ballerine della Scuola Danza Sporting Chieve, la Campionessa Italiana di Danza Sportiva Paralimpica Chiara Pedroni ed il rapper cremasco Alessandro Maria Bosio che, con le sue canzoni ed il suo entusiasmo, ha coinvolto tutti. Perché, oltre le differenze, il sorriso non deve mai mancare.

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