Commenta

Deragliamento di Pioltello,
tre nuovi indagati: 'Falle
nel sistema della sicurezza'

Ci sono tre nuovi indagati nell’ambito dell’inchiesta relativa al disastro ferrofiario di Pioltello, in cui tre persone, tra cui una donna cremasca, persero la vita un anno e mezzo fa, mentre altre 50 rimasero ferite. Lo rivela il Corriere della Sera, che evidenzia come l’attenzione da parte degli inquirenti si stia sempre più focalizzando sulle carenze che portarono all’incidente, nella fattispecie l’assenza di controlli e di interventi tempestivi che avrebbero potuto evitare quel tragico deragliamento, il 25 gennaio 2018.

I nuovi indagati sono dipendenti di Rfi, e vanno ad incrementare la lista delle persone già iscritte al relativo registro, tra cui figurano i vertici dell’azienda oltre a quelli di Trenord. Gli inquirenti, i sostituti procuratori milanesi Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, coordinati dall’aggiunto Tiziana Siciliano, fa sapere ancora il Corriere, hanno così posto l’attenzione sul responsabile dell’ Unità operativa armamento ‘Ingegneria Civile’ della Direzione territoriale di produzione di Milano, di un membro dell’Ufficio programmazione e controllo linee Sud della stessa Direzione, e del responsabile Rfi a livello centrale della diagnostica. I reati ipotizzati per i tre, come per tutti gli altri, sono quelli di disastro, omicidio e lesioni colposi.

Secondo quanto stabilito dalle indagini e dagli approfondimenti messi in campo nell’ultimo anno e mezzo, il treno della linea Cremona-Milano deragliò a causa del distacco di un pezzo di rotaia, lungo 23 centimetri, in corrispondenza di un giunto difettoso. Una situazione che, sempre secondo gli investigatori, era nota da mesi all’azienda, in quanto un operaio l’aveva segnalata già nell’agosto 2017. Ma nessuna sostituzione e nessun controllo furono mai messi in campo. Insomma, per i periti “”il sistema di gestione della sicurezza” avrebbe avuto “delle falle che hanno sempre impedito di far scattare un intervento”.

Solo nel novembre 2017 venne messa una tavoletta di legno per sostenere il giunto. Proprio in quel mese venne anche programmato il lavoro di sostituzione del giunto per l’aprile 2018: troppo tardi. L’indagine, che ormai volge al termine, per il momento sembra escludere responsabilità da parte di Trenord.

lb

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti