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Scambio
Tribunale - Stalloni

Come si sa, abbiamo inutilmente chiesto al Sindaco di verificare se sussista davvero la possibilità di ripristinare Tribunale e Procura della Repubblica di Crema, facendo leva su impegni programmatici – rispetto alla riattivazione di Tribunali soppressi – contenuti   nel ‘contratto’ del Governo Lega-M5S e ribaditi più volte dal Ministro della Giustizia. La Maggioranza, nell’adunanza consiliare del 25 Marzo, ha approvato la delibera che regola la discutibile concessione in diritto di superficie a una società privata dell’immobile dell’ex Tribunale, per un utilizzo di carattere socio-sanitario. Successivamente, un Consigliere di Maggioranza – il socialista Rossi – ha ipotizzato uno scambio alla pari tra l’immobile dell’ex Tribunale e il sito degli “Stalloni”, rimediando la bocciatura della proposta da parte del Consigliere Regionale del PD Matteo Piloni. Nel merito, noi siamo prudenti e chiediamo: il Comune ha a disposizione stime ufficiali inerenti il valore dei due beni? Per capire se si tratti di un valore sovrapponibile o meno! E l’Amministrazione ha una vaga idea di quale progettualità eventualmente realizzare nell’area degli Stalloni, facendo conto solo su risorse proprie? La domanda non è banale! Ci preme, infatti, risparmiare alla città una “Pierina bis”. In ogni caso, a noi pare davvero che ci sia del pressappochismo di troppo, che procedano in ordine sparso: se uno poi pensa che han fatto cambiare la destinazione d’uso dell’area su cui insiste l’incompiuta della scuola della Fondazione Charis, per consentirne un uso socio-sanitario che, successivamente, han deciso di individuare nell’immobile dell’ex Tribunale, si rende conto che la confusione regna sovrana e/o che si è alla mercé delle mutevoli esigenze di qualche privato. Vi è, inoltre, un’importante questione procedurale che ci ha lasciato esterrefatti: il 25 Marzo u.s., la Maggioranza consiliare ha approvato, a posteriori, ossia a gara avvenuta  e aggiudicata, un “cambio di destinazione d’uso” dell’area dell’ex Tribunale che avrebbe dovuto varare prima dell’indizione dell’asta pubblica per la concessione in diritto di superficie dell’immobile suddetto. La trama era già scritta, visto che alla manifestazione d’interesse, con tempi molto ristretti, ha partecipato un solo concorrente? Noi abbiamo non poche perplessità circa la correttezza del percorso posto in essere e, per questo, stiamo lavorando per ottenere che sia l’ANAC a esaminarlo e a confermare o diradare i nostri dubbi”.

Antonio Agazzi

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