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Crema 'Comune Ciclabile':
il riconoscimento di Fiab
per la mobilità dolce

Tre ‘bike smile’, un riconoscimento, ma anche un incentivo a fare ancora e fare meglio. Il Comune di Crema ha ricevuto questa mattina la bandiera dei Comuni Ciclabili da parte di Fiab (il cui acronimo è recentemente mutato in Federazione Internazionale Ambiete Bicicletta, ndr).

“E’ l’attestato di un percorso che viene da lontano – ha commentato, ringraziando, l’assessore alla Mobilità Fabio Bergamaschi – E’ significativo che giunga ora, dopo anni di ‘economia forzata’ nonostanmte la quale non è mai venuta meno la volontà dell’Amministrazione di ritenere la mobilità dolce fondamentale”.

L’assessore ha portato gli esempi delle ultime ciclabili extraurbane realizzate (San Michele, Offanengo, Izano) e del completamento e/o messa in sicurezza dei percorsi cittadini: “Penso a piazza Giovanni XXIII, dove abbiamo ristabilito le connessioni ciclopedonali, così come fare per piazza Garibaldi nel prossimo futuro. Ma anche il bike sharing che verrà attivato in città è testimonianza dell’attenzione che abbiamo al tema”.

Piercarlo Bertolotti della Fiab provinciale ha consegnato la bandiera con Valeria Lorenzelli (consigliere nazionale Fiab) e Davide Severgnini, referente cremasco.

Il progetto “Comuni Ciclabili” è partito nel settembre del 2017, con l’obiettivo di premiare sì, ma anche incentivare le Amministrazioni a migliorarsi. “Il tallone d’Achille di Crema – ha spiegato Lorezelli – sta nella comunicazione. La rete ciclabile è ottima, ma va valorizzata e promossa”. Un percorso, è il caso di dirlo, che i rappresentanti di Fiab, auspicano di affrontare insieme.

Bertolotti ha ricordato che “va bene il bike sharing elettrico, ma è bene sottolineare come le biciclette a pedalata assistita non siano ‘normali’: gli utenti vanno formati e informati”. Una soluzione potrebbe arrivare proprio da Fiab, attraverso eventuali corsi per l’utilizzo, perché il rischio è quello di aumentare la casistica di incidenti.

Ed è sula sicurezza che ha posto l’accento Severgnini: “Nelle ultime settimane si sono verificati molti investimenti, nei quali certamente è l’utenza debole a fare le maggiori spese. Dobbiamo impegnarci tutti quanti a far sì che nelle ‘zone 30’ venga rispettato il limite di velocità che, insieme all’utilizzo del telefonino, è la maggior causa di incidenti”.

Un lavoro “culturale”, secondo l’assessore, anche per quanto concerne l'”abituare le persone a cambiare il proprio modo di muoversi in città”.

Ambra Bellandi

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