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Rifiutarono l'identificazione
Nei guai profughi siriani in
cerca di asilo politico

Cinque anni fa erano sbarcati clandestinamente a Siracusa, e poi erano approdati a Crema per le pratiche di identificazione e per la domanda di asilo politico. Tre siriani di 53, 43 e 24 anni sono però finiti a processo a Cremona per falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla propria identità. Appena arrivati a Crema, i tre, come spiegato oggi in aula da uno dei poliziotti che si era occupato della loro complicata identificazione, si erano rifiutati di essere sottoposti ai rilievi dattiloscopici. “Siamo stati costretti a tenerli fermi per poter posizionare le loro dita per poterli identificare. Scalciavano, si dimenavano, si contorcevano”, ha continuato a raccontare il poliziotto. In seguito al controllo è emerso che i tre  clandestini non erano mai stati fotosegnalati in Italia. “Li abbiamo identificati sulla scorta dei loro passaporti che ci hanno consegnato dopo ben due giorni”. L’agente ha spiegato l’iter: “Quando arrivano dei profughi viene consegnata loro una scheda dove dichiarano le loro generalità e dove hanno la possibilità di chiedere asilo politico”. “Il problema”, ha spiegato il testimone, “era che le loro generalità non corrispondevano a quelle che avevano fornito al loro arrivo a Siracusa”. Nei confronti dei tre siriani, dunque, è stato aperto un procedimento penale. Il 27 giugno sarà pronunciata la sentenza. Tutti gli imputati, di cui nel frattempo si sono perse le tracce, sono difesi dall’avvocato Santo Maugeri.

Sara Pizzorni

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