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Consiglio aperto sull'Europa:
un invito ai cittadini
a votare il 26 maggio

Ieri sera si è svolto il Consiglio Comunale aperto sul tema “Europa – diaologo coi cittadini”, durante il quale sindaco, giunta, consiglieri e cittadini si sono confrontati sul ruolo dell’Unione Europea e le sue istituzioni, alla luce anche delle prossime elezioni il 26 maggio, che rinnoveranno il Parlamento Europeo. L’unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini.
Per introdurre il tema e rispondere alle domande poste durante la serata, hanno partecipato Rinaldo Redaelli, segretario generale dell’Anci Lombardia, e Vittorio Calaprice, analista politico per la rappresentanza in Italia della Commissione Europea.
Il consiglio si è concluso con l’approvazione unanime di un Ordine del giorno che invita tutti i cittadini a partecipare al voto del 26 maggio. Tutte le informazioni a proposito di questo importante passaggio democratico che coinvolge centinaia di milioni di persone si trovano sul sito www.stavoltavoto.eu/. E’ possibile rivedere e risentire il Consiglio grazie al servizio streaming del Consiglio comunale di Crema, cliccando al link qui sotto.

Questo l’intervento del sindaco Bonaldi:

“Nella giornata dell’altro ieri anche chi possiede una sensibilità non troppo spiccata si sarà emozionato, guardando quella che ci dicono essere la prima fotografia di un buco nero. Ancora oggi campeggia su molti giornali, che sono pure pieni di commenti di astronomi entusiasti.

Stamattina, pensando a questo nostro incontro, mi chiedevo perché sprechiamo così tanto danaro pubblico per osservare oggetti che distano da noi milioni di anni luce, che non potremo mai raggiungere. Mi chiedevo perché dopo il telescopio spaziale Hubble, che ha cambiato la nostra visione dell’universo, la Nasa sta per lanciare il suo successore, il telescopio James Webb che, dicono, potrebbe fotografare persino il momento in cui è scoppiata la prima scintilla della vita del nostro universo, il celebre Big Bang.

Perché sprecare risorse per questi “capricci”? … e mentre ci pensavo mi chiedevo anche come mai Cristoforo Colombo, Marco Polo e tanti altri audaci esploratori, si  vollero avventurare in imprese così difficili, ai limiti dell’umano. Già che c’ero mi sono pure domandata come mai ai Padri Fondatori è venuto in mente di mettere insieme noi Europei.

Capirete che mi stavo solo provocando. Le risposte le avevo già.

Sapevo che l’universo è casa mia, perché sono fatta, siamo fatti, della stessa materia di cui sono fatte le stelle, sapevo che conoscere e amare casa mia, prima che essere un diritto, è un dovere che vale qualsiasi prezzo.

Sapevo che non dovevo chiedermi come mai chi guidava i Paesi fondatori di quella che sarebbe diventata l’Unione Europea, avesse fatto questo scelta. Sapevo che era la conseguenza logica di un destino scritto a chiare lettere nella storia e nel mio mondo interiore, che sento l’Europa come casa mia, che è esattamente ciò che insegno a mia figlia e che molti genitori insegnano ai loro.

Tutto ciò che unisce crea progresso, è scritto nel Dna della nostra specie. Questo stesso incontro di stasera è un frutto evoluto della nostra natura cooperativa.

Quella foto del buco nero super massiccio, così remoto, è stata scattata mettendo in connessione radiotelescopi di Paesi diversi, posti ai 4 angoli della Terra. Nessuno può scoprire nulla da solo, nessuno può garantire un destino di pace e di progresso se ragiona come un bambino viziato, geloso del fratello.

Tutto è migliorabile, certo, l’Europa deve diventare più giusta, non può essere il continente degli egoismi, non solo nei confronti di che viene da fuori, ma dev’è essere giusta anche con chi europeo è da sempre. Dev’essere giusta coi giovani, con le famiglie, con gli anziani, con chi attraversa lo stesso segmento di tempo e non capisce perché dovrebbe essere contento di essere parte di una Unione dove il welfare presenta differenze abissali, dove il reddito pro-capite presenta divari sommamente ingiusti.

Deve essere tante altre cose, ma prima di tutto dev’essere amata da tutti noi, questo è il presupposto per renderla ciò che vogliamo sia.”

 

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