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La mafia cinese
nel libro del giornalista
Giorgio Sturlese Tosi

Organizzato da Asvicom Cremona, rappresentata dal presidente di Sistema Impresa Berlino Tazza e patrocinato dal comune di Crema, per il quale ha portato i saluti l’assessore al commercio Matteo Gramignoli, si è tenuta ieri sera presso la sala ricevimenti del comune, la presentazione del libro “La triade italiana. Come la malavita cinese sta conquistando l’Italia” del noto giornalista Giorgio Sturlese Tosi. A moderare la serata il giornalista Roberto Bettinelli, che ha descritto il lavoro dell’autore, quale esempio di giornalismo d’inchiesta, basato sui fatti, senza la presenza di opinioni o pregiudizi, capace di garantire la terzietà del cronista. La serata è stata l’occasione per approfondire il tema della criminalità organizzata di stampo cinese, i flussi di denaro e l’immigrazione clandestina, partendo dalle indagini delle forze dell’ordine avviate negli anni nell’area di Prato, che hanno consentito all’autore di conoscere la pervasività, la molteplicità degli affari e la violenza, di cui è capace questa nuova organizzazione criminale che si sta diffondendo nel Paese e in Europa.

Le indagini. Molti i riferimenti a indagini ufficiali, in particolare portate avanti dalla Polizia di Stato, che il giornalista con un passato da poliziotto, ha portato all’attenzione della sala gremita di cittadini. Punto di partenza del libro, l’operazione China Truck contro la criminalità cinese, la più grande mai eseguita in Italia poco più di un anno fa, che ha portato all’arresto di una trentina di persone tra cui il “capo dei capi” della mafia cinese. Sollecitato dagli interventi del moderatore, Sturlese ha affrontato il tema dell’approvvigionamento del denaro dell’organizzazione criminale cinese, che si muove lungo due direttrici: il business dei container sotto una forma legalitaria e l’approvvigionamento illegale attraverso usura, gioco d’azzardo, estorsione, contraffazione, sfruttamento della prostituzione.

I flussi di denaro. Gli investigatori italiani, seguendo l’esempio di Giovanni Falcone, anche per indagare la crescente mafia cinese hanno prestato attenzione ai flussi di denaro, seguendone il loro corso. Questo ad esempio, ha consentito di scoprire come da Prato in 3 anni siano spariti circa 4 miliardi di euro attraverso un complesso sistema di trasferimenti. “La mafia agisce sempre per un unico scopo, quello economico” chiosa l’autore che si spinge in un’analisi sull’origine dell’insediamento cinese a Prato, soprattutto nel comparto tessile.

Pochi traduttori. Nella parte finale della serata, l’autore ha ricordato le difficoltà con le quali devono fare i conti le forze dell’ordine nello svolgimento delle indagini e la magistratura nella fase processuale: pochi traduttori e scarsa collaborazione a livello giudiziario con la Cina, senza dimenticare le connivenze con professionisti italiani, che si prestano a supportare la parte commerciale e burocratica delle diverse attività.

L’incontro introdotto dal vice presidente Asvicom, Fabiano Gerevini è stato favorito dalla mediazione del vicequestore Daniel Segre, amico dell’autore, che in chiusura ha colto l’occasione per sottolineare il tema dello sfruttamento e delle condizioni di lavoro, in cui spesso si trovano immigrati cinesi alle dipendenze di connazionali. Situazione presente anche in questo territorio, come dimostrato da operazioni condotte dalla locale Polizia.

Ilario Grazioso

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