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Bus dirottato, i pm puntano
a rito immediato. De Corato:
'Città e San Donato parti civili'

Per Ousseynou Sy, l’autista che il 20 marzo scorso ha tenuto in ostaggio 51 bambini, due insegnanti e una bidella della scuola media Vailati di Crema e poi ha dato fuoco al bus, a San Donato Milanese, la procura di Milano punta a chiedere il processo con rito immediato. In questo modo si andrebbe direttamente a processo saltando l’udienza preliminare. Inquirenti e investigatori stanno lavorando per raccogliere a verbale le testimonianze degli alunni e poi, dopo una serie di analisi tecniche, nelle prossime settimane dovrebbe essere inoltrata al gip Tommaso Perna la richiesta di immediato. Nell’interrogatorio davanti al giudice, l’uomo, difeso dal legale Davide Lacchini, si era giustificato dicendo di aver sentito le voci dei bambini morti in mare che l’avrebbero spinto ad agire, ma il gip non ha creduto a quella “posticcia e maldestra opera di rivisitazione della realtà” e ha deciso, come chiesto dal capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili e dal pm Luca Poniz, che Sy debba rimanere in carcere.

In merito al futuro procedimento nei confronti dell’autista è intervenuto Riccardo De Corato, assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale di Regione Lombardia. “Auspico che Città Metropolitana di Milano e Comune di San Donato si affianchino ai genitori dei ragazzi coinvolti costituendosi loro volta parte civile nell’ambito del procedimento giudiziario che scaturirà a breve” per il caso del bus dirottato. “Del resto”, ha detto l’assessore regionale, “le gare per la concessione del trasporto pubblico su scala provinciale e ora metropolitana le gestiva un tempo la Provincia ed oggi la stessa Città Metropolitana. La costituzione sarebbe infatti una modalità concreta di sostegno delle istituzioni alle persone coinvolte, dai genitori ai ragazzi che erano sul bus”.

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