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Amicizia e coraggio:
così si sono salvati i
51 bambini sul bus

La fuga dal bus

A finire sulle pagine della cronaca nazionale sono stati Adam e Rami, ma i 51 bambini che per qualche ora si sono ritrovati in ostaggio di Ousseynou Sy sono tutti dei piccoli eroi. Con la lucidità e l’amicizia hanno affrontato una situazione di grave pericolo, gestendola forse meglio di tanti adulti. Si, perché è stato un lavoro di squadra che ha permesso ai due ragazzi di allertare prima il padre di Adam e, successivamente, le forze dell’ordine.

Poco dopo essere saliti sul bus per rientrare dalla palestra hanno notato che qualcosa non andava: le porte per la discesa erano state bloccate con un lucchetto da bicicletta e i martelli di sicurezza erano spariti. Il tempo di percorrere solo pochi metri e l’autista ferma il mezzo, consegna delle fascette da elettricista ai professori e chiede loro di legare i ragazzi. “Abbiamo pensato a uno scherzo o a un’esercitazione – raccontano – ma quando Sy ci ha detto che nessuno sarebbe uscito vivo da quel pullman molti di noi si sono messi a piangere”.

I prof sono stati minacciati con un coltello e una pistola, e hanno quindi immobilizzato gli studenti, pur cercando di lasciare le fascette più blande possibile. Intanto la collaboratrice scolastica, dietro minaccia dell’autista ha iniziato a ritirare i cellulari. “A una delle tante aree di sosta in cui si è fermato per spargere la benzina, Sy ci ha detto che tanti bambini muoiono in mare e noi non facciamo nulla, per questo avremmo dovuto morire come loro”.

Una ripartenza dalla piazzola più brusca delle altre ha fatto scivolare uno dei cellulari dal mucchio e, prontamente, un ragazzo lo ha raccolto e passato ad Adam, che ha chiamato la madre. Da lì è partito l’allarme. “Quando abbiamo sentito le sirene della polizia e dei carabinieri abbiamo cercato di attirare la loro attenzione scrivendo con le dita ‘S.O.S.’ sui vetri del bus”.

Da lì il tentativo di Sy di speronare i mezzi delle forze dell’ordine, senza successo. Gli agenti sono intervenuti prontamente, rompendo con il manganello il vetro del pullman, “che però era ancora bloccato dal lucchetto. Non so con quale forza, ma ci siamo messi a spingere forte e, tutti insieme, siamo riusciti a sfondarlo”.

E’ il racconto di un viaggio del terrore, dove in 51 si sono divisi l’acqua da bere e per bagnarsi le felpe. Ma anche di complicità e affetto, quello che lega dei ragazzi che condividono ogni giorno la stessa aula, gli stessi prof, la stessa lavagna. Che hanno occhi diversi, colori di pelle diversi, sogni diversi, ma una cosa li accomunava tutti fino a martedì: l’amicizia. Da oggi anche il coraggio.

Intanto anche a livello nazionale le cose si stanno muovendo, tanto che nella giornata di venerdì il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sarà presente alla scuola media Vailati di Crema, intorno alle 11.30.

Ambra Bellandi

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