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Addizionale comunale Irpef:
in provincia incremento
del 34,96% in 5 anni

In cinque anni (2012-2016) l’addizionale comunale Irpef a Cremona è incrementata del 26,34%, passando da 7.231.248 euro del 2012 ai 9,136.026 del 2016. Ancora maggiore l’incremento se si considera quanto paga ogni cittadino: si parla infatti di +27,07%. Insomma, se nel 2012 un cremonese pagava mediamente 134,01 euro di irpef comunale, nel 2016 ne pagava 170,28. Una stangata non indifferente, soprattutto se si considera che i redditi (su cui si calcolano queste imposte) sono ben lontani dall’essere stati incrementati (anzi, negli ultimi 15 anni sono calati del 48% – vedi articolo).

Incremento, sebbene molto più basso, anche per l’addizionale regionale, che ha registrato nel quinquennio analizzato un +5,54%, passando dai 266,75 euro pro capite del 2012 ai 281,54 del 2016 (+14,79 euro). Mettendo insieme addizionale regionale e comunale, emerge che a Cremona l’incremento complessivo è stato del 10,40%, passando dai 439,39 euro pro capite del 2012 ai 484,97 del 2016.

Guardando al dato provinciale, l’addizionale comunale è incrementata ben del 34,96%, passando dagli 89,89 euro pro capite del 2010 ai 121,31 del 2016.

E i principali comuni del territorio? A Crema la somma delle due addizionali è passata dai 426,78 euro annui pagati mediamente da ogni cittadino nel 2012 ai 490,52 del 2016 (+63,78 euro). A Casalmaggiore invece l’incremento è stato più contenuto: da 332,83 euro a 374,62 (+41,79). Chi abita a Castelleone è passato dal pagare 376,97 a 427,04 euro (50,77 euro in più), mentre chi abita a Soresina da 339,23 a 398,10 euro (+58,87). Altissimo l’incremento a Soncino: in cinque anni si paga circa 88 euro pro capite in più (da 332,66 a 420,67). Il Comune in cui ad oggi si paga di più di imposte comunali e regionali è Malagnino: 511,73 euro pro capite (contro i 422 del 2012), mentre quello più economico è Ca’ d’Andrea, dove ogni cittadino mediamente paga 220,84 euro.

Disaggregando i dati per area geografica, secondo la ripartizione utilizzata dall’Istat, si può osservare come nel Nord Ovest si concentri circa un terzo dell’ammontare delle addizionali regionali, a fronte del 19% del Nord Est, del 24% del Centro e del 25% del Mezzogiorno. La Lombardia è la regione che determina il maggiore ammontare di addizionale: nel 2016 circa 2,26 miliardi, ovvero il 18,90% dell’imposta raccolta su tutto il territorio nazionale. A seguire troviamo il Lazio con circa 1,76 miliardi (14,71%), il Piemonte con circa 1,26 miliardi (10,57%) e l’Emilia Romagna con circa 1,11 miliardi (9,28%).

Secondo il report, peraltro, la situazione potrebbe peggiorare nel 2019: “la legge di bilancio 2019, infatti, non ripropone il blocco dell’aumento delle imposte locali già previsto per gli anni 2016, 2017 e 2018 dal comma 26 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n.208 e successive modificazioni, blocco che nel caso di specie impediva l’incremento delle addizionali regionali e comunali rispetto a quelle in vigore per il 2015”.

Laura Bosio

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